L’evento franoso che la sera del 7 gennaio ha colpito la località Daffinacello, lungo la SP83, ha squarciato il velo sulle criticità strutturali del territorio di Zambrone. Una ferita aperta che ha spinto i consiglieri comunali di opposizione, Mariella Epifanio, Fabio Cotroneo e Amelia Conca, a depositare un’interpellanza urgente indirizzata al sindaco di Zambrone e al presidente della Provincia di Vibo Valentia.

L’interruzione dell’arteria che collega Daffinà, Daffinacello e San Giovanni al vicino comune di Parghelia non è solo un disagio logistico, ma un’emergenza di sicurezza. La SP83 rappresenta infatti il percorso più rapido per le ambulanze e i mezzi di soccorso. «La sicurezza e il diritto alla mobilità non possono essere messi in secondo piano», denunciano i firmatari, che puntano il dito contro il «silenzio delle istituzioni» e la mancanza di comunicazioni ufficiali alla popolazione, informata solo tramite la pubblicazione dell'ordinanza all'albo pretorio.

I consiglieri rivelano inoltre di aver avviato, già nelle settimane precedenti, una ricognizione fotografica sulle opere pubbliche spesso definite dall'amministrazione come «regolarmente completate e donate ai cittadini». Secondo l'opposizione, il crollo del 7 gennaio dimostra lo stato precario o il non soddisfacente completamento di tali interventi. La situazione della viabilità nell'area è definita «critica»: con diverse strade interne (Priscopio-San Giovanni, Spano, Calate di Sotto e Zambrone-Daffinà) già chiuse o dissestate, il rischio isolamento per le frazioni è ormai una realtà tangibile.

Nell’interpellanza, Epifanio, Cotroneo e Conca chiedono impegni precisi: un’assemblea pubblica per informare i cittadini, un cronoprogramma certo per la messa in sicurezza del costone, una data per la riapertura della carreggiata, un piano straordinario per il traffico, considerando che le vie secondarie sono attualmente inadeguate o interdette ai non residenti.

«Non si può più attendere», concludono i consiglieri, chiedendo interventi immediati e trasparenza per restituire serenità a una comunità che teme di restare tagliata fuori dai servizi essenziali.