‘Ndrangheta nel Vibonese, arriva il verdetto della Cassazione per decine di imputati (NOMI)
Arriva l’esito dei ricorsi di Procura e imputati in Cassazione, nell’ambito del processo Costa Pulita, celebrato con rito ordinario, nei confronti di cosche, politici e faccendieri del territorio vibonese, specie per quel che attiene al litorale.
La Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Salvatore Prostamo limitatamente al capo 55 perché, esclusa l'aggravante di cui all'articolo 71 numero 203/91, il reato è estinto per prescrizione. Rideterminata la pena in relazione ai residui reati nella misura di 4 anni nove mesi e dieci giorni di reclusione. Sostituita la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici con l'interdizione temporanea di cinque anni; revocata la pena accessoria dell'interdizione legale, rigettato nel resto il ricorso dell’imputato.
Annullata senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Antonio Accorinti, limitatamente ai capi 39 e 42 perché l'azione penale non doveva essere proseguita per difetto di querela e il riferimento al capo 51 perché l'azione penale non doveva essere iniziata per difetto di querela.
Rideterminata la pena in relazione ai residui reati nella misura di 7 anni e sette mesi di reclusione, rigettato nel resto il ricorso dell’imputato.
Annullata anche la sentenza impugnata nei confronti di Accorinti Antonino, limitatamente alla confisca dei seguenti beni: una quota della metà dell' appezzamento di terreno situato a Briatico, in località Lenza, e un appartamento uso ufficio (categoria a/10) situato sempre a Briatico, su Corso Regina Margherita, intestato a Carmela Napoli. Sarà necessario su tali punti, un nuovo giudizio di una diversa sezione della Corte di Appello di Catanzaro. Rigettato, per il resto, il ricorso di Accorinti Antonino.
Annullata senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Emanuele Melluso limitatamente al reato di danneggiamento aggravato di cui al capo 47 come riqualificato nella sentenza impugnata, perché l'azione penale non poteva essere proseguita per difetto di querela.
Annullata anche la sentenza impugnata nei confronti di Emanuele Melluso, limitatamente al reato di cui al capo 71 e rinviata per un nuovo giudizio su questo capo ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro; rigettato nella parte rimanente, il ricorso di Emanuele Melluso.
Annullata la sentenza impugnata nei confronti di Simone Melluso, limitatamente al reato di cui al capo 71. Sarà necessario un nuovo giudizio su tale capo di imputazione da parte di un’altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro; rigettato nelle parti rimanenti il ricorso dell’imputato.
Annullata senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Salvatore Muggeri, limitatamente al reato di cui al capo 52 perché l'azione penale non doveva essere iniziata per difetto di querela. Rideterminata la pena in relazione al residuo reato nella misura di 4 anni e 6 mesi di reclusione; rigettato nel resto il ricorso dell’imputato; annullata la sentenza impugnata nei confronti di Sergio Bagnato e Leonardo Francesco Melluso. Deciso un rinvio per nuovo giudizio riguardo a tali imputati ad altra sezione della Corte di Appello di Catanzaro.
La Corte di Cassazione, infine, ha rigettato i ricorsi di Colace Nazareno, Granato Ferdinando, Grillo Francesco, Il Grande Ferdinando, Il grande Carmine, La Rosa Gerardo, Loiacono Giancarlo, Russo Carlo,
Muzzupappa Salvatore, Prestia Francesco, Prossomariti Pasquale, Rizzo Giovanni, Surace Davide, Surace Federico e Staropoli Domenica, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Revocate le statuizioni civili di condanna emesse nei confronti di Andrea Niglia, nel primo e nel secondo grado di giudizio; rigettato nel resto il ricorso dell’ex sindaco di Briatico.
In accoglimento del ricorso proposto dal procuratore generale, annullata la sentenza impugnata limitatamente alla revoca della confisca della quota del 25 per cento del capitale sociale della Sicam srl con sede legale a Briatico, lungo Corso Regina Margherita, intestata a Giuseppe Granato e indicata come a lui riconducibile; dichiarato inammissibile nel resto il ricorso del procuratore generale. I giudici hanno condannato Antonino Accorinti, Antonio Accorinti, Nazareno Colace, Giuseppe Granato, Francesco Grillo, Carmine e Ferdinando Il Grande, Gerardo La Rosa Giancarlo Loiacono, Emanuele e Simone Melluso, Salvatore Muggeri, Salvatore Muzzupappa , Pasquale Prossomariti, Salvatore Rizzo e Carlo Russo alla rifusione delle spese sostenute nel presente grado di giudizio dalle parti civili.
Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Di Renzo, Vincenzo Cicino, Diego Brancia, Salvatore Staiano, Nicola Cantafora, Giusy Caliò, Sergio Rotundo, Vincenzo Galeota, Giuseppe Bagnato, Antonio Larussa, Francesco Gambardella, Armando Veneto, Paola Stilo, Guido Contestabile.
