Ritornerà il prossimo 14 maggio la Festa delle Stelle a Villa Sora, antico e prestigioso istituto salesiano di Frascati, alle porte di Roma. A renderlo noto sono gli organizzatori, Gianluca Masi, astrofisico e divulgatore scientifico e Francesco Larocca, docente di Liceo, che condurranno i lavori nel corso della serata nella quale è previsto pure l’intervento di Davide Giacalone, direttore de “La Ragione”.

“Il progetto educativo e divulgativo –spiegano Masi e Larocca  - è stato ideato per avvicinare il mondo della scuola e i giovani alla bellezza e al significato profondo del cielo notturno, riscoprendone il valore in chiave scientifica, culturale e ambientale.

Attraverso iniziative curate dagli studenti, la Festa delle Stelle, che verrà introdotta da un intervento del direttore dell’Istituto don Marco Aspettati, intende valorizzare la volta celeste: non solo come territorio di indagini razionali, ma anche come elemento profondamente radicato nella storia dell’umanità, crocevia tra sapere scientifico, espressione artistica, riflessione filosofica e immaginario collettivo. Il firmamento è forse il più alto esempio di integrazione tra culture millenarie differenti.

Particolare attenzione sarà dedicata al tema dell’inquinamento luminoso, affrontato in tutte le sue implicazioni: ambientali, perché interferisce con gli equilibri naturali; scientifiche, perché ostacola l’osservazione del cosmo; culturali, perché priva le nuove generazioni del contatto diretto con il firmamento; economiche, perché genera nel nostro Paese uno spreco per centinaia di milioni di euro ogni anno.

Il cuore del progetto sarà la collaborazione tra studenti e insegnanti, che insieme daranno vita a esperienze formative condivise, in cui l’osservazione del cielo si intreccia con l’educazione alla sostenibilità e all’interdisciplinarità della conoscenza. La Festa delle Stelle avrà cadenza annuale e culminerà, al termine di ogni anno scolastico, in una serie di manifestazioni organizzate dalle scuole aderenti: eventi aperti alla comunità, in cui saranno proprio gli studenti a "raccontare il cielo", condividendone il significato scientifico, culturale e ambientale attraverso performance, esposizioni, letture, attività pratiche e momenti di osservazione.

In questo modo –chiosano Larocca e Masi - la Festa delle Stelle diventa non solo un progetto didattico, ma un’occasione di incontro e condivisione, un rito collettivo che restituisce al cielo stellato il suo valore educativo e culturale, e ne promuove la tutela come patrimonio di tutti”.

Dal canto suo, Davide Giacalone, noto giornalista e attuale direttore editoriale de “La Ragione”, parte addirittura da Giacomo Leopardi "che, provando a descrivere l’Infinito, utilizzò una siepe “che da tanta parte dell’ultimo orizzonte il guardo esclude”. Un espediente suggestivo, in uno dei più bei componimenti poetici mai scritti, utile a mettere a confronto i suoni del presente e quelli dell’eterno e a dimostrare che proprio il limite è capace di spingere il pensiero a superarlo.

Noi ci siamo costruiti una siepe artificiale, che ha l’effetto opposto: abbiamo oscurato il cielo abbagliando i terrestri. Ci siamo accecati senza che questo possa spingere ad alcuna curiosa esplorazione, anzi rendendola più difficile. Per giunta ci costa.

È bello pensare che siano i più giovani a volere alzare gli occhi al cielo per inseguire la speranza, anziché lenire la disperazione”.

In una serata che si preannuncia in nome dell’ispirazione, non potevano mancare nemmeno i versi. Li ha composti, proprio il professor Larocca, per l’occasione, scrivendo un testo poetico dal titolo:

La complice Cometa”

 

E finalmente giunsi da un lungo e silenzioso cammino

a sfiorare il vitale Pianeta.

Riconobbi già da subito quel dolce frastuono del mondo animato

che mai si ascolta in questo gelido Universo.

Ma ahimè passai troppo veloce, ma non tanto perché il mio ghiaccio

fosse all’improvviso consumato dal caldo sguardo di un cuore, che scrutandomi,

cercava un altro lontano.

Così mi ritrovai specchio di un meraviglioso desiderio che esaudii.

Io così lontana e forse estranea al mistero della vita,

ne feci all’improvviso parte.