‘Ndrangheta, primo colpo di scena nel processo: latitante nomina i difensori (NOMI)
Parte davanti al Gup di Catanzaro il procedimento legato all’inchiesta sul presunto traffico internazionale di droga e armi
Si è aperta con un passaggio destinato a segnare subito il clima del procedimento la prima udienza preliminare del processo “Kleopatra”, nato da una delle più recenti inchieste antimafia coordinate dalla Dda di Catanzaro. In aula il pubblico ministero ha ufficializzato la nomina dei legali che assisteranno Cesare Antonio Arcorace, indicando gli avvocati Vincenzo Sorgiovanni e Giuseppe Gervasi come difensori del 37enne originario di Locri.
Arcorace, tuttavia, risulta irreperibile dal gennaio 2025, periodo in cui venne eseguita l’operazione “Ostro”, il blitz che coinvolse diverse regioni italiane — Calabria, Lazio, Piemonte e Lombardia — contro presunti affiliati e fiancheggiatori della cosca Gallace di Guardavalle. Secondo gli investigatori, proprio il 37enne sarebbe uno dei personaggi centrali anche dell’inchiesta successiva, denominata “Kleopatra”, soprannome che avrebbe utilizzato nelle comunicazioni criptate finite agli atti.
Per gli inquirenti si tratterebbe di un elemento vicino al clan Gallace, con un ruolo operativo in più attività illecite. Tra le accuse contestate vi sono presunti interventi di sostegno economico nei confronti di Vincenzo Pasquino durante la detenzione in Brasile e la gestione di somme di denaro occultate sottoterra. Contestata inoltre, insieme ad altri imputati, la presunta introduzione clandestina in Italia di armi da guerra provenienti da Serbia, Montenegro e Svizzera.
Il procedimento ruota attorno a un presunto sistema criminale legato soprattutto ai traffici internazionali di cocaina dal Sudamerica, con collegamenti che gli investigatori ritengono radicati anche fuori dai confini nazionali. Nel corso dell’udienza le difese hanno sollevato diverse eccezioni preliminari, molte delle quali già affrontate nell’ambito del procedimento “Ostro”. Il giudice dell’udienza preliminare si è riservato di decidere sulle questioni prospettate, rinviando l’udienza a una nuova data.
Tra gli aspetti più delicati dell’intero fascicolo resta quello relativo alle chat criptate della piattaforma SkyEcc, acquisite dalla Francia attraverso un Ordine europeo d’indagine. Il Gup ha ritenuto che la valutazione sulla validità e sull’utilizzabilità del materiale dovrà essere affrontata nel merito del processo e non nella fase preliminare.
La vicenda delle conversazioni cifrate continua intanto a rappresentare uno dei punti più controversi dell’inchiesta. Nei giorni scorsi il sostituto procuratore generale della Cassazione, Raffaele Piccirillo, ha chiesto alla Suprema Corte di dichiarare inammissibile il ricorso della Dda di Catanzaro contro la decisione con cui il Gup aveva disposto ulteriori verifiche sull’acquisizione dei dati provenienti dalla Francia. La Corte di Cassazione discuterà il caso il prossimo 9 giugno. Sul tavolo non c’è ancora il contenuto delle chat, ma la correttezza delle procedure seguite per trasferire e utilizzare in Italia prove raccolte all’estero nell’ambito della cooperazione giudiziaria europea.
