Giochi, realtà aumentata e mercato mobile
Non è certamente una novità che, al giorno d’oggi, il mercato del videogaming sia il settore dell’intrattenimento che genera più ricavi, al punto da superare i guadagni che congiuntamente sono in grado di ottenere il mercato del cinema e della musica. I recenti avvenimenti hanno portato molti a rivalutare l’intrattenimento offerto da un videogioco, ma da ben prima a molti non era sfuggito come diverse produzioni stessero concentrando i loro sforzi proprio all’interno del settore del videogioco. Quello che potrebbe sorprendere, invece, è il peso specifico del settore mobile all’interno del videogioco. Mentre infatti per la maggior parte delle persone è ancora valida l’equazione videogame uguale hardware, console o computer che sia, il telefono cellulare è andato via via ritagliandosi uno spazio che, oggi, supera non di poco quello dei dispositivi classici. Numerosi i motivi: il cellulare è generalmente il primissimo oggetto tecnologico che in molti ricevono, uno smartphone può essere trattato a tutti gli effetti come una console, si inserisce in fasce di prezzo molto più varie rispetto a console e pc. Ma, soprattutto, la telefonia cellulare è uno dei campi privilegiati per lo sviluppo di nuove tecnologie come, ad esempio, la realtà aumentata. E proprio in relazione a quest’ultima è interessante notare le trasformazioni dei giochi mobili.

Uno dei primi veri grandi successi della realtà aumentata è da ricondurre al 2016, anno nel quale uscì durante l’estate Pokémon Go. Anticipato da una campagna mediatica fuori dal comune per un gioco mobile, fin dal suo esordio ha segnato una svolta nell’uso della realtà aumentata, rendendola fruibile da un pubblico enorme grazie al richiamo di un brand di successo come Pokémon. In questo caso la realtà aumentata si è dimostrata insostituibile per inserire nel mondo reale i mostriciattoli giapponesi, rendendo possibile per milioni di utenti vivere in modo del tutto nuovo le avventure già apparse in anime, film, manga e videogiochi tradizionali. Molto simile, dal punto di vista del franchise, Wizards Unite, sviluppato dai medesimi creatori sulla base dell’universo di Harry Potter. Molteplici i punti di contatto fra le due opere, con la realtà aumentata in grado di sovrapporre, allo sfondo proveniente dalla fotocamera, l’interfaccia di gioco di uno fra i franchise di maggior successo degli anni recenti.
La realtà aumentata ha portato numerosi cambiamenti anche nei più tradizionali giochi da casinò: sono state sviluppate applicazioni che, attraverso l’interfaccia, sono in grado di dare spiegazioni e proiezioni che aiutano a comprendere e applicare al meglio le regole del blackjack, del poker e di tutti i giochi più noti. Nel caso del blackjack l’apporto dato dalla realtà aumentata è particolarmente evidente: l’interfaccia assegna ed esplicita, tramite software di riconoscimento, il valore delle carte inquadrate, proponendo in tempo reale il valore raggiunto, quello da raggiungere e altre informazioni utili a perfezionare il proprio stile di gioco, comprendere le strategie da mettere in pratica e ragionare in termini probabilistici sulle corrette scelte da fare durante le partite.

Nemmeno tipologie di giochi classici, come gli intramontabili shooters o i punta e clicca, sono rimasti immuni da una rivisitazione in chiave realtà aumentata. Nel caso dei point and click, categoria amatissima dai videogiocatori veterani di avventure grafiche, la realtà aumentata è in grado di inserire le componenti tipiche del genere nello scenario inquadrato dalla fotocamera. Per quanto riguarda gli shooters invece, rigorosamente in prima persona, aveva generato molte aspettative Father.io, soddisfacendole poi solo parzialmente: l’app mette in competizione gli utenti che, organizzandosi in squadre, devono eliminarsi a vicenda “inquadrandosi” con la fotocamera del telefono. Maggior fortuna hanno avuto altre applicazioni che, attraverso l’inserimento di nemici nell’inquadratura, permettono di eliminarli, in una sorta di rivisitazione di Ghostbusters.
Infine, una categoria che grazie alla realtà aumentata si è letteralmente reinventata è quella dei giochi educativi. Mai come con la realtà aumentata, infatti, applicazioni con la didattica come fine principale sono risultate godibili per il grande pubblico. Il funzionamento ha delle caratteristiche ricorrenti: inquadrando un oggetto, a una spiegazione interattiva in sovrimpressione si accompagna un qualche tipo di attività ludica generalmente pensata per un’utenza molto giovane, che in tal modo è messa nelle condizioni di fruire in maniera leggera del momento di apprendimento.
