C’è chi si trova a L'Aquila, al suo capezzale, all’ospedale San Salvatore. Dal capoluogo abbruzzese, la figlia Lorenza, mai incontrata prima e riconosciuta in carcere, la sorella Giovanna e la nipote Lorenza Guttadauro, che del boss è anche tutore legale, tengono informati a Castelvetrano gli altri familiari di Matteo Messina Denaro, da venerdì in coma irreversibile. Al 62enne è stata sospesa l'alimentazione parenterale per endovena, come espressamente chiesto nel testamento biologico del mafioso. Messina Denaro, peraltro, aveva da tempo lasciate scritte le sue ultime volontà in un pizzino firmato e trovato dopo l'arresto: "Rifiuto ogni celebrazione religiosa perché fatta di uomini immondi che vivono nell’odio e nel peccato", aveva scritto in un foglio di carta che i carabinieri del Ros hanno ritrovato nel covo di Campobello di Mazara all'indomani della cattura. "Non sono coloro che si proclamano i soldati di Dio a poter decidere e giustiziare il mio corpo esanime non saranno questi a rifiutare le mie esequie. Sono io in piena coscienza e scienza che rifiuto tutto ciò perché ritengo che il mio rapporto con la fede è puro, spirituale e autentico, non contaminato e politicizzato. Dio sarà la mia giustizia, il mio perdono, la mia spiritualità. Chi come oggi osa cacciare e ritenere indegna la mia persona non sa che non avrà mai la possibilità di farlo perché io non lo consento, non ne darò la possibilità".