La Corte di Assise d’Appello di Catanzaro ha respinto la richiesta del Pubblico Ministero di rinnovare l’istruzione del dibattimento in appello, volta a ribaltare la sentenza di assoluzione di primo grado nei confronti di Michele Fiorillo, difeso dall’avvocato Diego Brancia, e Rosario Battaglia, assistito dagli avvocati Walter Franzè e Salvatore Staiano.

I due erano accusati dell’omicidio pluriaggravato di De Pietro, avvenuto davanti al Cimitero di Piscopio, ma il tribunale aveva escluso la loro responsabilità penale in primo grado. Il PG, che aveva avanzato l’ergastolo per entrambi, aveva impugnato la sentenza chiedendo la riascolta del collaboratore di giustizia Andrea Mantella e l’acquisizione di ulteriori atti e documenti, tra cui le dichiarazioni del neo-collaboratore Francesco Fortuna, con l’obiettivo di trasformare l’assoluzione in condanna nel grado di appello.

La Corte d’Appello ha tuttavia rigettato tutte le richieste del Pm, fissando la data di discussione per la definizione del processo. La difesa aveva inoltre chiesto di trasmettere gli atti alla Corte Costituzionale alla luce della riforma Nordio, contestando una presunta disparità di trattamento tra imputati nei processi di criminalità organizzata. Anche questa istanza è stata respinta, con la Corte che non ha ravvisato alcuna violazione del principio invocato.

Con questa decisione, l’assoluzione di Michele Fiorillo e Rosario Battaglia resta quindi confermata, sancendo la chiusura di una fase delicata del procedimento relativo all’omicidio di De Pietro.