Si è conclusa tra emozioni autentiche e applausi sentiti la “Settimana della Musica”, dal 27 al 30 maggio un’iniziativa sperimentale che ha coinvolto le scuole secondarie di primo grado dei comuni di Maierato, Filogaso, Stefanaconi e Sant’Onofrio. Un'esperienza intensa, che ha trasformato l’attività didattica in un viaggio di crescita artistica, personale e collettiva.

A guidare i giovani musicisti in questo percorso sono stati i docenti di strumento musicale , che con dedizione e competenza hanno saputo trasmettere molto più che tecnica: hanno insegnato passione, rispetto, ascolto e spirito di collaborazione. Ogni studente ha avuto l’occasione di esibirsi sia come solista che in duetto, accompagnato da clarinetto, pianoforte, flauto, violino o chitarra. Un dialogo musicale che ha unito voci, strumenti e sensibilità diverse in un’unica armonia.

«La musica è stata il filo invisibile che ha legato questi ragazzi – ha dichiarato uno dei docenti – trasformando la fatica dello studio quotidiano in emozione condivisa».

Profonda soddisfazione è stata espressa anche dal dirigente scolastico, Raffaele Vitale, che ha voluto sottolineare il significato educativo dell’iniziativa:

«Progetti come questo rappresentano una risposta concreta al bisogno di senso dei nostri ragazzi. È una vera scuola di vita. È uno strumento educativo potente: attraverso il canto, l’ascolto e l’esecuzione strumentale, i nostri studenti imparano la disciplina, la cooperazione, l’ascolto reciproco e il rispetto dei tempi e degli spazi dell’altro. La musica insegna la bellezza della fatica, la gioia del risultato condiviso, l’importanza dell’armonia non solo tra le note, ma tra le persone».


Il concerto conclusivo, che ha visto una partecipazione calorosa da parte di famiglie e docenti, ha suggellato una settimana che resterà nella memoria dei ragazzi come esperienza formativa e umana di grande valore.

L’auspicio condiviso è che la Settimana della Musica possa diventare un appuntamento annuale, capace di continuare a coltivare nei giovani non solo talento, ma anche quei valori profondi che l’arte, più di ogni altra disciplina, sa risvegliare.