Blitz antimafia fa tremare il Comune di Vibo, amministratori e imprenditori nel mirino della Dda
E' un vero e proprio ciclone giudiziario quello che rischia di abbattersi su palazzo "Luigi Razza". Sono infatti diversi i filoni investigativi che ruotano intorno all'attività amministrativa del Comune di Vibo Valentia di ieri e anche di oggi tanto da fare tremare politica, imprenditoria locale e "colletti bianchi" che all'ombra di piazza Municipio hanno operato nella "zona grigia" facendo clientelismo e stringendo affari.
Concorso esterno in associazione mafiosa e illecita concorrenza. Il blitz compiuto lunedì scorso negli uffici comunali dai finanzieri guidati dal colonnello Roberto Prosperi è solo l'ultimo tassello di un'inchiesta che promette sviluppi clamorosi. Sul registro degli indagati sono già stati iscritti i primi nomi. Non si tratta quindi di un'inchiesta contro ignoti ma di un'indagine ben indirizzata a carico di soggetti individuati su quali pendono ipotesi di reato gravissime. La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ipotizza, a vario titolo, il concorso esterno in associazione mafiosa, l'illecita concorrenza con l'aggravante mafiosa e l'abuso d'ufficio con l'aggravante mafiosa. Sui nomi degli indagati vige, ovviamente, almeno in questa fase, il segreto investigativo. Verosimilmente l'indagine coinvolgerebbe figure di spessore della politica e dell'imprenditoria locale i cui interessi negli anni si sono intrecciati con le vicende amministrative di palazzo "Luigi Razza".
Dalla primavera di "legalità" all'autunno "caldo". Tutto confluirebbe quindi in una maxi-inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Antonio De Bernardo sotto la super visione del procuratore capo Nicola Gratteri che ha delegato le indagini alla Guardia di finanza di Vibo Valentia. Un ruolo prezioso lo avrebbe svolto il commissario straordinario Giuseppe Guetta che nei pochi mesi vissuti a capo dell'Amministrazione comunale ha scoperchiato un vero e proprio vaso di pandora mettendo tutto per iscritto nella sua relazione di fine mandato oggi sulla scrivania di Gratteri. I suoi esposti alla Procura (ordinaria e antimafia) e la sua determinazione nel portare avanti l'azione amministrativa con provvedimenti a tratti anche impopolari hanno fatto respirare un primavera di legalità avviando probabilmente quello che oggi è l'autunno "caldo" di palazzo "Luigi Razza".
Le dichiarazioni dei pentiti e gli omissis. D'altronde qualcosa era già emersa nell'operazione "Rimpiazzo" contro il clan dei Piscopisani e sul rapporto tra 'ndrangheta, imprenditoria e politica hanno parlato a più riprese i collaboratori di giustizia, primo fra tutti, Andrea Mantella, le cui dichiarazioni fornite su questo fronte sono ancora coperte da omissis.
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