LA Dda di Catanzaro ha chiuso le indagini preliminari per 56 indagati nell'ambito dell'inchiesta denominata "Golgota" che nello scorso mese di febbraio aveva portato all'esecuzione di 36 misure cautelari in carcere nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, porto e detenzione illegale di armi e munizioni e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Tra gli indagati figurano, accusati di associazione mafiosa, Salvatore Arena, Martino Tarasi, Antonio Sestito, Giovanni Greco e Giuseppe Timpa, tutti facenti parte, secondo quanto é emerso dall'inchiesta, del "locale" di Isola Capo Rizzuto, ognuno con un proprio ruolo ben definito. Promotore e organizzatore dell'organizzazione criminale è considerato Salvatore Arena, appartenente all'articolazione degli Arena ceppo dei Cicala, figlio di Carmine Arena e nipote del capo storico della cosca, Nicola Arena, di 74 anni. Salvatore Arena, secondo l'accusa, impartiva ai sodali le direttive strategiche e operative per il funzionamento del "locale".