Nazzareno Lopreiato promosso ufficiale per titoli e meriti speciali. A lui si devono alcune delle inchieste più importanti contro la 'ndrangheta e la zona grigia dei "colletti bianchi"

Nell'Arma dei carabinieri ci è entrato quasi 40 anni fa e da allora quella divisa nera a bande rosse e la fiamma ardente sul cappello è diventata la sua seconda pelle. Investigatore vecchio stampo ma che ha avuto la voglia e le capacità, da tutti i colleghi riconosciute, di aggiornarsi ed adeguarsi al cambiamento dei tempi e delle tecniche di investigazione.  Tutti, a Vibo, lo chiamavano “Maresciallo”, appellativo e grado che gli sono rimasti anche nel momento in cui è diventato luogotenente. Adesso un ulteriore gradino l’ha compiuto con la nomina a tenente, avvenuta ai primi di questo mese. Figura storica dei carabinieri, Nazzareno Lopreiato, è un vibonese doc che ha deciso di abbracciare i valori e i principi della Benemerita alla quale ha dato e ricevuto soddisfazioni. È a lui che si devono alcune delle più importanti operazioni nella città di Vibo e in generale nel territorio provinciale contro la criminalità organizzata, la zona grigia dei colletti bianchi e le morti per malasanità. 

La gavetta. Arruolatosi nei primi anni ’80, dopo la gavetta, torna nel 2000 a guidare la Stazione di Vibo Valentia proveniente da quella di Serra San Bruno dopo aver disarticolato il temuto clan dei Vallelonga (altrimenti chiamato dei “Viperari) con due operazioni: “Mangusta” 1 e 2; e quello dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa: In precedenza era in servizio al presidio di Sant’Andrea sullo Ionio che lo vide impegnato contro il sodalizio dei Codispoti.

A Vibo. Nel capoluogo, Lopreiato, trova in particolare due magistrati con cui ha univoche visioni in ambito investigativo: Antonio Lombardo e Fabrizio Garofalo. È in virtù della collaborazione tra il sottufficiale dei carabinieri e i due pubblici ministeri che prendono vita e forma le più rilevanti inchieste contro la pubblica amministrazione: “Ricatto” che ruotava sulla tangentopoli all’Azienda sanitaria locale ed aveva ampi riflessi sulla costruzione di quel nuovo ospedale di cui ancora si attende l’apposizione, vera, della prima pietra dopo la farsa del 2004; le morti di Federica Monteleone ed Eva Ruscio avvenute rispettivamente a gennaio e dicembre del 2007, dalla prima si collegò quella a carico all’ex procuratore Alfredo Laudonio (le cui accuse finirono prescritte in Cassazione, dopo due condanne nei precedenti gradi di giudizio); e ancora, quella sui veterinari assenteisti, sui braccianti agricoli che lo portò, insieme alla sua squadra, ad indagare circa un migliaio di persone. Alcune di queste inchieste sono finite sotto la scure della prescrizione, a causa dei lunghi tempi della giustizia, vanificando in tal modo un prezioso lavoro investigativo, altre sono arrivate a conclusione con condanne.

Sul fronte antimafia. Dalla Procura ordinaria a quella Antimafia di Catanzaro, l’opera del luogotenente, pardon Tenente Lopreiato, è stata foriera di risultati positivi. Dalle vecchie operazioni Caterpillar (Estorsione), Minosse 1 e 2 (rispettivamente contro i clan Lobianco-Barba e Mancuso) fino a quella contro i Tripodi di Vibo Marina-Porto Salvo (denominata in origine “Altantide”, da lui avviata prima che subentrasse il Ros che ne cambiò anche il nome: “Lybra”). E ancora, l’operazione “Zain” per l’usura e l’estorsione al Mulino “Morelli” che portò in carcere personaggi giovani ma già con score criminale importante e che avrebbero fatto in futuro parlare di loro come Rosario Battaglia, Rosario Fiorillo, Michele Fiorillo ed altri). Infine, nel 2011 l’operazione “Ragno” contro la cosca Soriano coordinata dall’allora pm Giampaolo Boninsegna. Nonostante questo score così rilevante e con due riconoscimenti insigniti dall'allora Capo dello Stato, Giorgio Napolitano (Ufficiale Cavaliere e Ufficiale della Repubblica), nel febbraio del 2015, Nazzareno Lopreiato viene spedito a sorpresa fuori provincia, alla scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria per insegnare materie giuridiche (è infatti laureato in giurisprudenza, attestato conseguito nel ’99 all’università di Camerino ed è anche abilitato alla professione forense), mettendo la sua esperienza lunga quasi 40 anni al servizio dei cadetti.

Promosso tenente. Una nuova sfida, certo non come quella condotta e vinta sul campo, ma che non gli ha fatto perdere la voglia di amare questa divisa. Ecco perché nei mesi scorsi ha partecipato al concorso per ufficiali indetto dal Ministero della difesa per titoli e meriti risultando vincitore, e dopo aver frequentato le lezioni a Roma, è stato nominato tenente.