Nadia, la bimba vittima di Messina Denaro che ha permesso di catturare il boss
C'è un giardino a Romola, a pochi chilometri da Firenze. È immerso nel verde, si sente il rumore solo di qualche macchina che passa nelle piccola via secondaria. Se no c'è silenzio. Ha un nome questo giardino, scritto anche su un cartello: si chiama "Tramonto". E in effetti entrare in questo giardino al calar del sole lo si apprezza di più.
C'è un giardino a Romola ed è il giardino dedicato a Nadia Nencioni e alla sua poesia "Tramonto". I versi del testo sono scolpiti su un muro abbellito con un mosaico. Si legge: "Il pomeriggio se ne va. Il tramonto si avvicina, un momento stupendo, il sole sta andando via (a letto) e già sera. Tutto è finito".
La poesia di Nadia Nencioni "Tramonto" scritta su un muro nel giardino a lei dedicato davanti alla casa dei nonni, ora degli zii, a Romola (Firenze)
Era il 24 maggio del 1993 quando Nadia Nencioni, a 9 anni, ha scritto questa poesia sui banchi di scuola. L'ha intitolata lei "Tramonto". Nadia è morta tre giorni dopo aver messo nero su bianco quel pensiero sul quaderno in classe: lei è una delle vittime della strage di via dei Georgofili a Firenze per mano di Cosa Nostra. A morire la notte tra il 26 e il 27 maggio, oltre a Nadia, sono sua sorella Caterina di 50 giorni, i loro genitori Fabrizio Nencioni (39 anni) e Angela Fiume (31 anni) e lo studente Dario Capolicchio (22 anni). A causa dello scoppio della bomba rimasero ferite una quarantina di persone. Per quella strage sono stati condannati in via definitiva i responsabili: Matteo Messina Denaro è stato riconosciuto come uno dei mandanti della strage e condannato all'ergastolo. (FANPAGE.IT)
