La pistola sequestrata
La pistola sequestrata

Nella giornata di ieri, nel quartiere Modena di Reggio Calabria, la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza due fratelli, un trentasettenne e un trentanovenne, per i reati di detenzione di arma clandestina, munizionamento e sostanza stupefacente. Gli arresti sono stati eseguiti nell’ambito dei consueti servizi di prevenzione e repressione dello spaccio condotti dalla Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria.

Secondo quanto riportato in un comunicato ufficiale della Questura, “gli Agenti della sezione ‘Antidroga’ della Squadra Mobile hanno sottoposto a controllo un uomo che si aggirava in un’area nota per la presenza di piazze di spaccio della zona sud della città. L’uomo, che aveva da subito destato attenzione per atteggiamenti circospetti e furtivi, è stato seguito e poi fermato. A seguito di perquisizione, sono stati rinvenuti addosso due involucri contenenti cocaina”.

Successivamente, con il coordinamento della Procura, la perquisizione è stata estesa al domicilio del soggetto. “Una volta entrati nell’appartamento, le attività di ricerca si sono dimostrate fruttuose – si legge nella nota – all’interno di un cassetto della cucina sono state rinvenute circa 150 munizioni di almeno quattro calibri differenti”.

Durante le operazioni si è presentato anche il fratello del soggetto fermato, anch’egli residente nell’appartamento e non informato della perquisizione. “Nel prosieguo delle attività, all’interno di uno sgabuzzino sito sul balcone, è stato rinvenuto un borsello con una pistola Python 357 con matricola abrasa, ulteriore munizionamento, nonché due confezioni termosaldate contenenti 650 grammi di marijuana”.

“Poiché entrambi hanno riconosciuto la paternità sia dell’arma e del munizionamento, sia della sostanza stupefacente, e poiché avevano piena disponibilità dell’appartamento, i due sono stati tratti in arresto – conclude la Questura – per i reati di detenzione di arma clandestina, munizionamento e sostanza stupefacente. Dell’arresto è stata data immediata informazione all’Autorità Giudiziaria, che ne ha disposto l’accompagnamento in carcere”.