Sanità, Scura sferza i direttori delle aziende: "A casa se non presentano i piano di rientro"
Con un decreto dello scorso 28 settembre, il commissario Scura, aveva sottoposto a piano di rientro le quattro aziende ospedaliere con i conti in rosso
di LUANA COSTA
E' finita in polemica ieri sera la prima giornata del nono corso di formazione in oncologia ed ematologia organizzato dal Dipartimento di Oncoematolgia di Catanzaro. Ad infiammare gli animi le parole del commissario per il rientro dal deficit sanitario, Massimo Scura, che ha colto l'occasione - dinnanzi ai due commissari dell'ospedale "Pugliese", Giuseppe Panella, e del policlinico "Mater Domini", Antonio Balcastro - per ribadire che entro il 31 dicembre devono essere consegnati agli uffici della struttura commissariale i piani di rientro altrimenti il rischio è la rimozione dagli incarichi.
Il decreto. Con un decreto vergato lo scorso 28 settembre, il commissario Massimo Scura, aveva infatti sottoposto a piano di rientro le quattro aziende ospedaliere: l'Annunziata di Cosenza, l'o
spedale Pugliese e il policlinico Mater Domini di Catanzaro e i Riuniti di Reggio. Il decreto è consequenziali ad una legge nazionale che obbliga ciascuna regione entro il 30 giugno di ciascun anno ad "individuare le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici o gli altri enti pubblici che erogano prestazioni di ricovero e cura" che presentano disequilibri di bilancio o manifestano difficoltà nell'erogazione delle cure.
La polemica. Ma ieri il commissario Scura ha voluto rimarcare come il mancato adempimento potrebbe costare ai direttori generali o ai commissari delle aziende ospedaliere "il posto di lavoro". Tutti i nosocomi infatti presentano i conti in rosso: l'Annunziata di Cosenza con un buco in bilancio di 41 milioni di euro, l'azienda ospedaliera di Catanzaro che chiude il bilancio con un meno 22 milioni e Reggio Calabria con uno scostamento tra costi e ricavi che si aggira sui 19 milioni di euro. Unica a posizionarsi sotto la soglia dei 10 milioni è il policlinico universitario "Mater Domini" con uno scostamento di 9 milioni. Il livello di sforamento sui conti della sanità calabrese non è di scarso rilievo: il totale ammonta a 93 milioni.
