Aumentano i furti nelle abitazioni. La denuncia di Giancarlo Cutuli, familiare di Isabella Raso, la 49enne di San Calogero brutalmente uccisa a seguito di una rapina nel 2011

Preoccupazione ed indignazione. A San Calogero, nel Vibonese, torna l'incubo rapine per via di un escalation di furti che hanno fatto risuonare il campanello d'allarme. A denunciare la situazione è Giancarlo Cutuli, tra l'altro un familiare di Isabella Raso, la donna di 49 anni vittima nel 2011 di una rapina nella sua abitazione dove fu trovata soffocata. I suoi aguzzini furono individuati dai carabinieri, consegnati alla giustizia e condannati in Corte d'Appello per omicidio volontario.

Isabella Raso

La denuncia. A quasi cinque anni da quell'atroce omicidio, Giancarlo Cutuli, professione educatore, fa da portavoce all'indignazione della sua famiglia che in una sola settimana ha subito due furti con scasso nella casa di campagna ad un centinaio di metri dal centro abitato di San Calogero. “Ci si dovrebbe solo vergognare – dice Cutuli - di entrare nelle altrui abitazioni, nelle altrui vite, per derubare, seppur solo oggetti di scarso valore materiale ma con un alto valore affettivo, e oltraggiare una privacy che ogni persona umana ha diritto di avere e ritagliarsi nelle proprie dimore. Mi rivolgo a tutta la comunità sancalogerese che troppe volte ha assaggiato sulla propria pelle l’immoralità di crimini e soprusi, affinché possa indignarsi all’unisono e possa anche abbattere un ipotetico muro dell’omertà di chi magari ha visto o sa e non vuole parlare”.

L'appello. Per Cutuli esiste il dovere morale e civico di collaborare sempre con i carabinieri che devono essere coadiuvati nel loro intervento a favore di un ripristino in toto della legalità. “Non tollereremo – avverte - una cestinazione di tal episodi. Questi, seppur circoscritti in furti deplorevoli, sono campanelli d’allarme che non possono e non devono lasciare indifferenti o ricadere tra le prescrizioni degli archivi”.

Task-force. Giancarlo Cutuli si appella ai cittadini e anche alle istituzioni affinché si crei una task-force per combattere la microcriminalità sempre più dilagante nel Vibonese, ma anche per prevenire qualche altra tragedia. “Prima dell’omicidio Raso, la comunità – ricorda - era stata investita da una serie di furti e rapine ai danni di persone visibilmente deboli o anziane. Ora si ricomincia a ripiombare nel terrore di chi si organizza con vigliaccheria e abusa della dignità altrui. Il grido di indignazione si alza per arrivare anche ai piani alti, Comune, Prefettura e Regione, verso coloro che devono tutelare la sicurezza e anche la tranquillità di gente che va avanti per la propria vita cercando di vivere alla giornata quantomeno in maniera tranquilla. Si crei una task force che assicuri un regime di sicurezza e di tutela del cittadino che non può passare le giornate pensando a come difendersi da simili attacchi. Bisogna attivarsi fin da subito, senza aspettare un solo giorno, altrimenti non ha senso poi piangere sulle vittime innocenti di una disumanità obsoleta ma sempre attuale che si è radicalizzata nel nostro territorio deturpato e annichilito da questa ormai deformazione criminale”. (red1)