Lavoro straordinario per i militari della Guardia di Finanza e per i carabinieri nell'ultimo giorno dell'anno. Diverse le operazioni eseguite al fine di rendere più sicuro il Capodanno dei calabresi

Continuano le operazioni della Guardia di Finanza per contrastare l'illecita detenzione e commercializzazione di materiale pirotecnico. Dopo i sequestri effettuati a Vibo e a Gioia Tauro, a Crotone sono una tonnellata i botti illegali ritirati dal mercato nel corso di due distinte operazioni compiute dai militari. Oltre 22 mila i pezzi recuperati e sequestrati. Le Fiamme Gialle hanno denunciato due persone per la detenzione illegale dei fuochi pirotecnici. Il Comando provinciale dei finanziari ha incrementato i controlli finalizzati a contrastare la vendita dei botti illegali.

fuochiIl sequestro nel Vibonese. I sequestri di botti illegali non si fermano e nell'ultimo giorno dell'anno un'altra brillante operazione è stata messa a segno dai militari della Guardia di Finanza nel Vibonese. Si tratta del secondo sequestro effettuato dalle fiamme gialle nel giro di pochi giorni. I finanzieri del Nucleo Mobile della Compagnia di Vibo Valentia hanno infatti ritirato dal mercato altri 380 chili di fuochi d’artificio illecitamente detenuti. Il sequestro è scattato a seguito di un controllo effettuato in un negozio riconducibile ad un soggetto cinese, già noto alle forze dell’ordine.  All’interno di un negozio erano infatti stati esposti per la vendita, in modo pericoloso ed a contatto con prodotti infiammabili, decine di scatoloni contenenti 23.954 giochi pirotecnici, detenuti in assenza delle necessarie prescrizioni normative.

L'altro blitz. A Gioia Tauro, infine, in azione sono entrati i carabinieri della locale stazione che , durante una perquisizione nel circolo “Metauria” e in una abitazione privata, hanno denunciato un 57enne per detenzione illegale di 49 kg di artifici pirotecnici di quinta categoria e di 10 kg di artifici pirotecnici di quarta categoria. I “botti” sono stati affidati in custodia giudiziaria in attesa di essere distrutti dagli artificieri del comando provinciale di Reggio Calabria