Tortora senza sindaco eletto: quorum fallito, il Comune sarà commissariato fino al 2027
Affluenza ferma al 21,4% nel centro tirrenico del Cosentino. Decisiva l’astensione degli elettori dopo l’esclusione della lista del sindaco uscente Antonio Iorio
Tortora resterà senza un’amministrazione eletta. La consultazione amministrativa si è conclusa con il mancato raggiungimento del quorum necessario per rendere valida l’elezione della lista unica “Futuro Tortorese”, guidata dal candidato sindaco Salvatore Carluccio. Alla chiusura dei seggi, infatti, l’affluenza si è fermata al 21,4%, ben al di sotto della soglia del 40% prevista dalla normativa nei Comuni con una sola lista in corsa.
Il risultato apre ora una nuova fase commissariale per il Comune dell’alto Tirreno cosentino. In attesa delle prossime elezioni amministrative, previste nel 2027, sarà nominato un commissario prefettizio che avrà il compito di garantire la gestione ordinaria dell’ente e l’adozione degli atti urgenti e indifferibili.
L’esito del voto era apparso probabile già nei giorni precedenti alla consultazione. In città, infatti, si era diffuso un forte clima di disaffezione e protesta, alimentato soprattutto dall’esclusione dell’unica lista alternativa che avrebbe dovuto sfidare Carluccio alle urne.
A far saltare il confronto elettorale era stata infatti l’estromissione della lista “Prospettiva Futura”, guidata dal sindaco uscente Antonio Iorio. La commissione elettorale circondariale di Paola aveva escluso la candidatura per irregolarità legate all’autenticazione delle firme presentate a sostegno della lista.
Una decisione successivamente confermata sia dal Tar Calabria sia dal Consiglio di Stato, che hanno respinto i ricorsi presentati da Iorio e dai suoi candidati, ribadendo l’obbligatorietà delle procedure previste per la validazione delle liste elettorali.
Da quel momento, il dibattito politico cittadino si è rapidamente trasformato in uno scontro acceso, soprattutto sui social network, dove numerosi cittadini avevano apertamente annunciato la volontà di non recarsi alle urne. Alla base della protesta, la contrarietà all’ipotesi di un’amministrazione eletta senza una reale competizione politica e senza opposizione consiliare.
La scelta dell’astensione si è così trasformata in un segnale politico chiaro. Tortora, con una partecipazione tra le più basse registrate nella tornata amministrativa calabrese, ha preferito rinviare il ritorno a una guida politica eletta piuttosto che affrontare cinque anni di amministrazione senza confronto democratico.
