Il presidente Mario Spagnuolo parla degli episodi corruttivi in magistratura puntando "l'indice" sulla scelta di affidare segmenti della giurisdizione a giudici onorari

E' stato inaugurato questa mattina a palazzo Blasco a Catanzaro l'anno tributario 2016. Nel corso della cerimonia  è stato fatto un resoconto di tutte le attività svolte nell'anno appena trascorso ed è stata fatta menzione anche degli episodi corruttivi che hanno visto coinvolta anche la magistratura. "Non si può affermare che si tratti di episodi circoscritti" ha chiarito nella sua relazione il presidente della Commissione Tributaria regionale della Calabria, Mario Spagnuolo, nonchè procuratore della Repubblica di Vibo Valentia. "Il problema, invece, è certamente più complesso. Si tratta di una questione di sistema, che affonda le sue radici in un ambito ben più impegnativo: la scelta del legislatore di affidare segmenti sempre più importanti della giurisdizione, non solo di quella tributaria ma anche di quella ordinaria, a giudici onorari, da cui consegue il regime dell'incompatibilità che, per quanto disciplinato, presenta comunque falle, aggravate dalle complesse e spesso difficilmente comprensibili dinamiche della società moderna".

Questioni irrisolte. "Si stanno oggi prepotentemente materializzando - ha proseguito Spagnuolo - tutta una serie di questioni irrisolte che riguardano la giurisdizione tributaria: la precisa definizione dello status del giudice tributario, la sua terzietà rispetto ad una parte, quella pubblica, da cui dipende nell'organizzazione".

Riforme. "Si parla oggi di profonde riforme del settore. Il primo presidente della Corte di Cassazione autorevolmente sottolinea la necessità dell'accorpamento della giustizia tributaria a quella ordinaria. Ma basti pensare quale sarebbe, a risorse immutate, l'impatto di un contenzioso così ampio e diversificato su di una struttura già in difficoltà nel reggere l'ordinaria domanda di giustizia".

Numeri. Nel corso del 2015, in ogni caso, la Commissione Tributaria regionale della Calabria è riuscita ad abbattere le pendenze - rispetto al 2014 - del 35 per cento, nonostante la carenza di organico. Il prossimo pensionamento di alcuni giudici ed il trasferimento di altri - ha però rimarcato Spagnuolo - porterà ad aggravare la situazione. Gravi anche le carenze negli uffici di segreteria che finiscono per condizionare la tenuta delle stesse udienze. (Cz1)