L'idea c'è e definirla "ambiziosa" è dir poco: trasformare l'area dell'ex Italcementi di Vibo Marina, ormai nel degrado, nel più grande parco attrezzato del Centro-Sud. Sembra impossibile da realizzare ma, al di là delle aspettative, sono già presenti ben 35 milioni di euro per la progettazione di un’opera. Li mette a disposizione Igi Investimenti Gruop, il cui presidente Giuseppe Incarnato nella giornata di ieri - durante la presentazione dell'idea al 501 Hotel - ha chiarito che "molto dipenderà dalla capacità del territorio di riuscire a compattarsi su un progetto di grandissima qualità".

Un costo totale di 230 milioni.
I 35 milioni messi in campo da Igi Investimenti Gruop servono però solo per realizzare il progetto, sono soltanto "l'inizio di un investimento - afferma ancora Incarnato - che complessivamente stimiamo in 230 milioni. Un progetto avveniristico". Si tratta di un "attrattore turistico nuovo", da finanziare anche con i fondi del Recovery fund, che "può portare un vantaggio incredibile non solo a Vibo, non solo alla Calabria, ma anche e soprattutto al rinnovamento dell'industria turistica in Italia che soffre di innovazione". Adesso ci sarà quindi l'avvio di tutte le autorizzazioni per la progettazione e, tra autorizzazioni e materiale esecuzione, il tempo stimato è di "24-36 mesi"

Un'idea nata nel 2010: non solo turismo.
L'idea, spiega un altro promotore del progetto, l'ex consigliere regionale Alfonso Grillo (in foto, ndr) che guida il comitato che sostiene l'idea, "nasce nel 2010 quando Italcementi abbandonò Vibo Marina e io feci una proposta di rivalutazione legata proprio al turismo". "Lo abbiamo pensato come area di sviluppo polivalente - evidenzia Grillo - non solo turismo ma ci sarà anche un'area dedicata al divertimento, una ai grande eventi, una fiera nautica e l'Università del Turismo. In più sarà un'occasione per creare sviluppo e occupazione". In conclusione l'idea, come ribadito anche da Giuseppe Lonetti, docente universitario della Mediterranea di Reggio, è dunque quella di “puntare su quattro parole strategiche: futuro, unione, appartenenza e partecipazione”.