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Si è chiuso con l’esecuzione di un ordine di espiazione della pena in regime di detenzione domiciliare il capitolo giudiziario che riguarda Domenico Di Grillo, 79 anni, del luogo, raggiunto dai Carabinieri della Stazione di Limbadi in esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura generale presso la Corte d’Appello di Catanzaro.

Il provvedimento è collegato alla condanna definitiva nel procedimento per l’autobomba del 9 aprile 2018, in cui perse la vita il biologo 42enne Matteo Vinci. Per Di Grillo, nel processo, era stata riconosciuta la responsabilità per il reato di detenzione di armi, con una pena residua pari a 2 anni e 16 giorni di reclusione, oltre a una multa di 4.900 euro.

La condanna complessiva, divenuta definitiva il 23 giugno 2025, si inserisce nel più ampio procedimento che ha riguardato anche altri familiari dell’uomo. La Corte di Cassazione ha infatti reso definitive le condanne all’ergastolo per Vito Barbara e quella a 3 anni per Lucia Di Grillo, mentre la posizione di Rosaria Mancuso è stata oggetto di un nuovo giudizio d’Appello conclusosi con la conferma del carcere a vita.

Secondo quanto ricostruito nelle sentenze, l’omicidio sarebbe maturato nell’ambito di una prolungata e violenta “contesa tra vicini”, caratterizzata da contrasti personali degenerati nel tempo, con l’esclusione dell’aggravante mafiosa.

La misura alternativa della detenzione domiciliare è stata concessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro, che ha stabilito che l’uomo sconterà la pena presso la propria abitazione di Limbadi. Dopo le formalità di rito, i militari hanno accompagnato il 79enne nella sua residenza, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria.