Ennesimo episodio di una sanità vibonese ormai sfasciata. A raccontarlo una signora calabrese che da anni vive a Firenze.
Basta leggere per capire a dove si è arrivati ormai: "Siamo ad agosto, visita già programmata l'anno prima in particolare ecocolordoppler Tsa, per mia mamma ottantatrenne, presso l'ambulatorio di Vibo Valentia, in via Moderata Durant. Accompagno mia mamma - prosegue il racconto - e non troviamo la dottoressa perché in ferie. Incominciano i balletti, scarica barile sulle responsabilità attribuite al Cup che interpellato ha scaricato a sua volta sull'ambulatorio. Arriviamo al 2 settembre, stessa visita , stesso ambulatorio, stessa dottoressa. Anche questa volta non troviamo la dottoressa. Mia mamma incomincia ad arrabbiarsi, ha 83 anni e deambula con le stampelle. Perché nessuno ci ha avvisato? Solita manfrina, colpa del Cup che non fornisce i numeri dei cellulari. Le programmano la visita per il 5 settembre e mia mamma si deve far accompagnare da un taxi perché io sono già partita per Firenze, città in cui vivo e lavoro. Premesso che non abbiamo niente da dire contro la professionista, che ringraziamo e apprezziamo, ma  questa situazione è insostenibile: perché non avvisano quando le visite saltano? Mia mamma è stata invitata, cosa che io reputo gravissima, a rivolgersi alla sanità privata in quanto abbiamo contestato l'organizzazione anzi la non organizzazione dell'ambulatorio di Vibo Valentia".