Un attore vibonese nella fiction di Rai 1 dedicata a Mameli
Un attore di Vibo Valentia avrà un ruolo nella fiction "Mameli-il ragazzo che sogno' l'Italia", prodotto da Pepito Produzioni ed in onda su Rai 1 lunedì 12 e martedì 13 febbraio. Dario Costa, infatti, interpreterà la parte di Agostino Bertani.
«Il personaggio di Agostino Bertani è a mio avviso avvincente: fu un patriota e fondatore del partito dell'estrema sinistra storica, oltre che un medico che non si risparmiò mai nel prestare soccorso e assistenza a quanti dedicarono il proprio sforzo alla causa dell'unità d'Italia. - ha detto l'attore - Nello specifico della fiction lo ritroviamo accanto a Mameli proprio nel momento cruciale del suo ferimento alla gamba sinistra, avvenuto durante l'assedio di Roma del 1849».
Bertani, dopo aver constatato la criticità delle condizioni di Mameli, si ritrova costretto ad amputargli la gamba per evitare il propagarsi dell' infezione, nonostante lo stesso Mameli si opponga a tale decisione, in quanto consapevole che privo di una gamba il proprio contributo alla causa sarebbe stato seriamente compromesso. Naturalmente, come tutti sanno, l'operazione non fu sufficiente a evitare il peggio, e Mameli morì dopo qualche tempo. (CONTINUA IN BASSO)

«Per me personalmente, è stato un vero privilegio poter partecipare a questo progetto, nel quale la figura di Mameli è raccontata come se fosse un ragazzo dei giorni nostri, anzi quasi una rockstar, grazie alla grande popolarità che l'inno da lui composto ebbe sin da subito tra i contemporanei. E credo che sia davvero apprezzabile il tentativo che il produttore Agostino Saccà, ed il regista Luca Lucini, che ringrazio per l'opportunità datami, hanno intrapreso per cercare di rendere questo personaggio, e più in generale, tutta l'epopea dell'unità d'Italia, più vicini e fruibili ad un pubblico di giovani che spesso si trova a conoscere e a studiare queste vicende in maniera un po' superficiale e senza capirne realmente la portata», ha asserito Dario Costa.
«Penso invece che sia fondamentale far capire ai nostri ragazzi quanto ancora siano vivi e radicati gli ideali di quelle vicende storiche, di chi, proprio alla loro età, si è battuto ed ha sacrificato la vita in nome di quegli stessi ideali che oggigiorno portano un ragazzo che frequenta il liceo o l'università ad occupare il proprio istituto per difendere ciò in cui crede. Se io stesso ho potuto, ai tempi del liceo a Vibo, quando partecipavo alle occupazioni e già sognavo di intraprendere questa carriera, sentirmi libero e legittimato ad aspirare ad istanze di giustizia ed equità sociale, è stato solo grazie al sacrificio di queste donne e di questi uomini. Ed è stato straordinario rendermi conto di come quei personaggi, spesso così asettici e ineffabili nei libri di storia, siano in realtà animati da pulsioni e sentimenti identici ai nostri, a quelli di qualunque ragazzo chiuso nella sua cameretta ad ascoltare la trap, che sogna di cambiare il mondo», ha concluso l'attore vibonese.
