Il sindaco: "Sono convinto che i cittadini sapranno premiare l’impegno profuso in questi quattro anni e mezzo e puniranno invece quanti hanno ordito questa squallida operazione politica"

Il Pd trova la quadratura del cerchio, il Nuovo centrodestra vede esaudito il suo desiderio di vendetta, una parte di Forza Italia gode della "fine" prematura di uno dei fedelissimi di Jole Santelli. Potrebbe essere sintetizzato in questo modo il "Requiem" per l’amministrazione guidata da Mario Occhiuto, già annunciato nel momento in cui il Pd cosentino aveva trovato l’accordo per lo svolgimento delle primarie. Voci tutt’altro che di corridoio erano circolate già nella giornata di ieri. (Leggi Cosenza, l'era Occhiuto ai titoli di coda: consiglieri di maggioranza pronti alle dimissioni)

Game over. La svolta è arrivata nella serata odierna. Le diciassette firme necessarie per interrompere l’esperienza del sindaco di Cosenza alla guida del palazzo cittadino sono giunte una dopo l’altra dinanzi a un notaio della città. Nella mattinata di lunedì le dimissioni saranno consegnate nelle mani del segretario generale del Comune. Subito dopo verrà avviato l'iter per la nomina di un commissario che dovrà reggere le sorti dell’ente fino alle amministrative previste per il prossimo mese di giugno. Occhiuto paga un dazio pesantissimo. A decretare la fine dell'esperienza amministrativa del noto architetto sono tre eletti nel 2011 con il centrodestra. Tra questi Roberto Bartolomeo, Pino Spadafora e, addirittura, il presidente del Consiglio Luca Morrone, figlio del consigliere regionale di Forza Italia Ennio Morrone. La nota famiglia bruzia si accinge a lasciare ora Forza Italia. Ennio avrebbe voluto per il figlio Luca una immediata promozione a vicesindaco.

Il patto d’acciaio. Regge l’accordo trovato negli ultimi giorni tra Nicola Adamo, Carletto Guccione, la famiglia Gentile e gli anti-santelliani di Forza Italia. Per il sindaco di Cosenza, oltre al danno, la beffa. Insieme alla carica di capo dell’esecutivo comunale deve lasciare quella di presidente della Provincia. Ma Occhiuto non si ritirerà a vita privata e preannuncia una nuova battaglia. Qualora riuscisse nell’intento di farsi riconfermare, potrebbe insidiare l’attuale debole leadership del centrodestra calabrese. Insomma, Occhiuto nel giro di poco potrebbe ritornare “dalla polvere sugli altari?” Alle amministrative “l’ardua sentenza”.

Intanto Roberto Occhiuto, deputato di Forza Italia e fratello di Mario, lancia una sorta di  anatema: "Questa scelta per la sinistra si rivelerà un clamoroso autogol alle prossime elezioni".

A tarda notte parla anche il primo cittadino: “Mi dicono che abbiano raccolto le firme necessarie per sfiduciarmi. Io continuerò a confrontarmi con la città con la serenità e la determinazione di sempre. Sono convinto che i cittadini sapranno premiare l’impegno profuso in questi quattro anni e mezzo e puniranno invece quanti hanno ordito questa squallida operazione politica”. (Red 3)