La questione scuole sta diventando un vero e proprio problema per la Provincia di Vibo Valentia. L'Ente, che ha la competenza sulle scuole superiori, si trova ad affrontare un'emergenza oltre ogni previsione: al di là degli spazi aggiuntivi necessari per il distanziamento sociale, infatti, ci sono circa 1350 studenti che al momento non hanno un luogo dove poter studiare. Alle centinaia di studenti del Liceo Scientifico che si trovano - domani arriverà la decisione ufficiale - senza Palazzo Soriano, si aggiungo una parte di ragazzi dell'ex Magistrale e - questa la novità - anche gli alunni del Liceo Artistico Domenico Colao. La struttura nei pressi di Piazza Municipio dovrà infatti essere chiusa in quanto non considerata sicura per diverse problematiche di carattere statico. Saranno necessarie ulteriori analisi per arrivare alla chiusura ufficiale, ma i tecnici della Provincia non sembrano ottimisti e, se arriverà un'ordinanza di chiusura, non si potrà fare altro che prenderne atto.

Prossima settimana la soluzione definitiva


Il presidente della Provincia Salvatore Solano ha spiegato questa mattina, nella riunione con tutti i presidi delle scuole superiori del Vibonese, che la soluzione arriverà tra qualche giorno. Domani infatti, dopo aver concluso in un senso o nell'altro la questione di Palazzo Soriano, la sede "nuova" del Liceo Scientifico, si inizieranno a prendere le prime decisioni. La prossima settimana poi, dopo un primo confronto con i singoli dirigenti scolastici e successivamente con l'assemblea di tutti i presidi, si arriverà ad una soluzione definitiva per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti del Vibonese durante l'emergenza Covid. Con una sola certezza: diversi istituti saranno smembrati in più sedi.

Tensostruttura da mille metri quadri


Salvatore Solano ha poi iniziato ad accennare qualche soluzione. Sostiene di averne 4-5 diverse in mente, ma per il momento ne cita solo una: la possibilità di costruire una tensostruttura di mille metri quadri. Per farlo, però, bisogna utilizzare una parte consistente della somma arrivata dal Ministero che non è particolarmente elevata, solo 500mila euro per tutta la Provincia. Dopo qualche mormorio tra i dirigenti scolastici è intervenuto il preside del Liceo Classico Raffaele Suppa, che ha affermato che "le responsabilità del presidente della Provincia sul settore edilizia scolastica sono marginali: riguardano chi gli anni precedenti non ha preso in considerazione quel problema, e recuperare il ritardo in emergenza Covid è praticamente impossibile". Ribadendo poi la necessità che ogni scuola faccia un piano di ottimizzazione degli spazi per recuperare più aule possibili anche a costo di sacrificare i laboratori. A lui ha fatto eco il dirigente dell'ex Magistrale Antonello Scalamandrè, che ha ricordato come il Ministero ha chiesto di trovare "spazi educativi" - interni ed esterni alle scuole - dai quali ricavare aule, e tra questi rientrano anche i vari laboratori.

Affrontare l'emergenza e poi risolvere il problema definitivamente


Qualche notizia positiva è però trapelata. Come la possibilità, se non si dovesse raggiungere un accordo per Palazzo Soriano, di utilizzare i 280mila euro che la Provincia aveva riservato nel bilancio. O le 5 nuove aule che il Liceo Classico metterà a disposizione dopo la costruzione di una scala d'evacuazione. Quella che è venuta fuori tra le altre cose, però, è anche "la difficoltà nel reperire immobili idonei per poter fare scuola". Affermazione che non ha reso molto contenti i presidi presenti. Al punto che il dirigente Scalamandrè, sostenuto dal preside Cutuli, ha sottolineato che se non si è in grado di arrivare ad una soluzione allora l'unica possibilità sarà andare dal prefetto e chiedere aiuto per affrontare l'emergenza. Anche la dirigente del Liceo Scientifico aveva dichiarato, la scorsa settimana, di essere pronta "a consegnare le chiavi al prefetto" perchè "in queste condizioni noi non possiamo aprire". Così come tutti i dirigenti hanno poi sottolineato l'assoluta necessità di utilizzare i fondi del Ministero per potenziare la connettività, altrimenti - anche se si trovassero le aule - sarà impossibile ragionare in termini di didattica metà in presenza e metà a distanza. Il tutto si è chiuso con una promessa del presidente Solano: affrontiamo l'emergenza e poi ci sarà un anno per programmare e risolvere definitivamente il problema scuole a Vibo. Il tempo però scorre e siamo già a fine luglio, a un mese e mezzo dall'inizio dell'anno scolastico: si riusciranno a risolvere le difficoltà o si sta solo rimandando un problema irrisolvibile in tempi brevi?