"Serve un piano ragionato per capire quando, cosa e come riaprire. E dice bene il Procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, il rischio concreto in questo momento è l'usura: le famiglie hanno bisogno di mangiare, gli imprenditori avranno bisogno di liquidità, per cui il rischio che la criminalità organizzata possa inserirsi in questo contesto di povertà è più che reale". È quanto affermano Antonio Torchia, Paolo Petrolo, Alberto Tiriolo del Centro Studi Politico-sociali "Don Francesco Caporale" e Carlo Piroso dell'associazione "Liberamente Calabria". "L'emergenza sanitaria che sta mettendo in ginocchio il Paese - proseguono - si è già trasformata in pericoloso allarme sociale che rischia di degenerare in maniera drammatica, soprattutto per le fasce più deboli della società.

'Ndrangheta può trarre giovamento dalla crisi. "Nella nostra regione - sottolineano Torchia, Petrolo e Tiriolo - la debolezza intrinseca del sistema economico fa il paio con la presenza importante e soffocante della 'ndrangheta che di questa crisi può, perciò, trarre immediato giovamento, offrendo denaro a strozzo e raccogliendo manovalanza esasperata, vista anche la presenza ininfluente delle banche nel nostro sistema economico regionale. Servono, quindi, misure tangibili e immediate. Quali? Vista la disponibilità della UE a non rispettare il patto di stabilità, consentendo agli stati di pompare risorse per mantenere i livelli di sicurezza sociale, la Regione Calabria ed il suo assessore alle Attività Produttive e lavoro potrebbe partire da un censimento delle piccole e micro aziende per dare un fido opelegis per la liquidità immediata da restituire alla fine dell'intervento in dieci anni senza segnalazione su CRIF accogliendo l'invito delle associazioni di categoria sui potenziali default di fine mese, dove le partite in garanzia dei piccoli commercianti ed artigiani potrebbero facilmente saltare".

Le misure a sostegno di famiglie e imprese. "Attraverso un rapidissimo restyling, potrebbero essere messi a disposizione i bandi a sostegno di agricoltura, turismo e artigianato. Vanno riaperti i cantieri che sono fermi per la spending review, così come va chiesto allo Stato lo sblocco delle risorse di sponda". Il Centro Studi Politico Sociale "Don Francesco caporale" e l'Associazione "Liberamente Calabria", propongono inoltre di: avviare fin dove possibile un privilegio territoriale per le gare da indire, con una riserva di almeno il 50% dei bandi; riconvertire il Por in utilizzo immediato su progetti per esempio da definire con le associazioni di categoria; aprire un fondo immediato all'assistenza sia delle famiglie bisognose e sia con a carico persone disagiate; aprire una grande zona franca con una flattax al 15% e concedere un anno di fisco bianco. "Solo in questo modo – concludono Torchia, Petrolo, Tiriolo e Piroso - possiamo dare un senso alla parola Stato e riempirne di contenuti la sua essenza"