Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Mariangela Borgese ed ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare relativamente al capo "A" dell’incolpazione cautelare nei confronti di Salvatore Mancuso (29 anni, residente a San Gregorio d’Ippona, figlio del boss di Limbadi Giuseppe Mancuso di Limbadi, alias ‘Mbrogghja), che era stato tratto in arresto il 28 marzo 2023 per tentato omicidio nei confronti del signor Simonetti. Il presunto aggressore, già noto alle forze dell’ordine, per questioni legate ad una pregressa situazione debitoria della vittima, avrebbe attirato quest’ultima fuori dalla propria abitazione, incendiandogli le due autovetture di proprietà parcheggiate nelle vicinanze per poi, dopo una breve conversazione, sparargli tre colpi di pistola da distanza molto ravvicinata.

L’avvocato Borgese ha sostenuto che non vi erano gli elementi per la configurazione del reato di tentato omicidio ma che l’azione andava inquadrata nel reato meno grave e procedibile a querela di lesioni personali lievi; mancando la querela il reato non è procedibile.- L’art. 2, comma 1, lett. b), del D.Lgs. n. 150/2022 ha ridisegnato il regime di procedibilità per il reato di lesioni personali dolose. Ai fini della sua perseguibilità, viene d’ora in avanti svincolato dalla durata della malattia non superiore a 20 giorni (lesioni lievissime), con conseguente introdotta procedibilità a querela anche nelle ipotesi delle lesioni lievi (malattia compresa tra 21 e 40 giorni).
La fattispecie incriminatrice concretamente applicabile nel caso di specie è quella lesioni personali di lieve entità (articolo 582 codice paena) la cui procedibilità non è di Ufficio ma solo di parte.

Il Tribunale del Riesame ha, pertanto, derubricato il capo A) in lesioni lievi annullando per tale capo l’ordinanza e confermato l’ordinanza relativamente ai capi di incolpazione cautelare B) detenzione arma e C) danneggiamento.