Sulle celebrazioni religiose, ai tempi del coronavirus, le norme, emanate anche a livello di Conferenza episcopale Italiana, vanno rispettate "senza libere interpretazioni personali". Il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea monsignor Luigi Renzo torna a ribadire attraverso una nuova notificazione (la n. 10) ai sacerdoti, che contiene nuovi chiarimenti, le disposizioni ai quali ci si deve attenere.

Innanzitutto nella nota vescovile viene sottolineato che la celebrazione delle messe può avvenire solo nelle chiese parrocchiali e non in quelle succursali, attraverso le modalità previste dal protocollo sottoscritto con il ministero dell'Interno. Poi per quanto riguarda il Corpus Domini, "non essendo consentita la Processione - spiega il vescovo - alla fine della celebrazione della messa si può procedere ad un tempo congruo (magari 1/4 d’ora) di adorazione e la Benedizione Eucaristica dalla porta della chiesa senza fare spostare i fedeli dai posti. Solo dopo si congedano i fedeli impartendo loro la Benedizione dall’altare", mentre "nei giorni precedenti, soprattutto dove le Quarantore non si sono potute celebrare, si può organizzare la santa messa e l’adorazione con le stesse modalità dentro la chiesa".

Per quanto riguarda le messe all'aperto il vescovo aggiunge: "Per ragioni di capienza (comprese eventuali Novene), se si celebrano sul Sagrato della chiesa (lo spiazzo antistante la chiesa), si può eventualmente esporre sulla porta d’ingresso la statua della Madonna (evitando assembramenti)". Inoltre , "la messa per motivi di capienza può essere celebrata anche in piazza lontano dalla chiesa, ma sempre con le debite garanzie di sicurezza e le autorizzazioni rilasciate dalle pubbliche autorità. In questo caso non è consentito portare fuori alcuna statua o quadro, ma solo un tavolo per l’altare ed il Crocifisso, ricordando che il citato Protocollo vieta, di per sé, le manifestazioni religiose esterne che prevedono assembramento".