É pronto "l'accorduni", come se non fosse successo niente. Non ci sono i numeri per mandare a casa il sindaco Sergio Abramo che ha fatto sentire il suo ruggito alle ultime elezioni regionali. Così i suoi alleati hanno deciso di far finta che nulla sia successo e il tavolo è stato ricomposto. Come usciranno dalla situazione i consiglieri che hanno firmato le dimissioni non è dato saperlo ( si pensi al vice sindaco Ivan Cardamone che ha  mostrato in diretta su facebook la sua firma in calce al documento ).

I problemi verranno dopo... Dopo le surroghe, ad esempio,  Fratelli d'Italia potrebbe ritrovarsi con 3 eletti in assemblea. Mentre Forza Italia- Obiettivo comune- ed Officine del sud perderebbero fra i tre ed i quattro consiglieri: tre sarebbero già passati con Abramo, da quanto si apprende: ossia Pisano capogruppo di officine del sud - che in Consiglio conta sull'assessore Cavallaro, vicino a Sergio Abramo; Levato e Celi di FI. Levato è ex fedelissimo di Mimmo Tallini.

Riusciranno quindi a mantenere le postazioni e con che faccia? L'intento pare sia quello di sacrificare Ivan Cardamone, braccio destro e delfino di Tallini (già assessore alla Cultura). Della serie, tutto rimandato in attesa della chiusura delle indagini. Sperando al contempo che non siano troppi i consiglieri rinviati a giudizio ed ancora di più che il Comune non venga colpito da altre indagini.

Tre sono quelle che sembrerebbero in itinere, ossia una parallela condotta dalla Guardia di Finanza sui consiglieri comunali e dipendenti pubblici che avrebbero giustificato nelle amministrazioni di appartenenza diverse volte le loro assenze con attestati delle commissioni; una seconda indagine sui Lavori pubblici ed infine la denuncia di Serrao unita a quella di Fiorita e Costanzo sulla vicenda Corvo/Parente. Orbene dovesse solo una di queste avere una accelerazione, il Comune non sopravviverebbe. Ma per il momento si va avanti, in attesa della trasmissione "Non è  l'Arena" di Giletti che questa sera potrebbe fornire ulteriori scoppiettanti riscontri.