Non sono più fatti isolati, ma i segnali di una vera e propria emergenza sociale e criminale che stringe in una morsa il territorio metropolitano. Le recenti rapine ai danni delle attività commerciali di Reggio Calabria e provincia hanno riacceso i riflettori sulle condizioni di estrema precarietà e paura in cui operano quotidianamente i lavoratori del settore commercio.

Dall’assalto ai furgoni portavalori alla rapina all’ingrosso di frutta a Taurianova, fino al recente e grave episodio che ha colpito il punto vendita Toys Center a Reggio Calabria: la cronaca recente tratteggia un quadro allarmante. Per la Filcams CGIL, questa escalation non mette solo a rischio la sopravvivenza economica delle imprese, private della liquidità necessaria, ma colpisce direttamente l’incolumità psicofisica di chi, ogni giorno, si trova dietro un bancone o una cassa.

Secondo il Segretario Generale della Filcams CGIL di Reggio Calabria, Valerio Romano, il problema affonda le radici nel controllo soffocante della 'ndrangheta sull'economia locale. «La criminalità organizzata si alimenta di povertà, precarietà e assenza di diritti», spiega Romano. «Penetra nei settori più fragili e colpisce chi lavora nel rispetto delle regole. L’antimafia sociale si costruisce garantendo lavoro stabile, salari giusti e contratti corretti: dove ci sono dignità e partecipazione, la criminalità arretra».

Il sindacato, nell'esprimere piena solidarietà ai lavoratori coinvolti, ribadisce che la sicurezza non può essere ridotta esclusivamente a una questione di pattugliamenti o ordine pubblico. È, al contrario, un tema di giustizia sociale.

La richiesta della Filcams è chiara: serve un impegno straordinario e coordinato tra istituzioni, Forze dell’Ordine e attori sociali per difendere il lavoro e promuovere un modello di sviluppo libero dal ricatto criminale. «Senza legalità e senza giustizia sociale – conclude Romano – non può esserci futuro per il nostro territorio».