"La perdita di Tonino Mundo è tale che non ammette una mia assenza nel ricordarlo. Siamo stati eletti per la prima volta alla Camera nelle elezioni del 1983 nella lista del PSI per molti a sorpresa, essendo entrambi giovani e alla prima candidatura al Parlamento. Provenivamo da percorsi diversi ma convergenti, Tonino dalle Istituzioni locali compresa la Regione e io dal Sindacato: avevamo però, una dote in comune, l’esserci costruiti con le proprie mani, senza rendite di posizioni, titoli nobiliari e padrinati”.
Scrive così Saverio Zavettieri, sindaco di Bova Marina e già deputato del PSI nel ricordare l’amico e compagno di avventure Tonino Mundo, leone socialista dello Jonio cosentino morto dopo una lunga malattia.
 Aveva 85 anni. Nato ad Albidona, assieme a Salvatore Franca e Rocco Trento rappresentò l’avanguardia del garofano rosso nella Calabria del nord-est.  Avvocato, dal 1970 al 1983 è stato consigliere regionale della Calabria, prima assessore ai Lavori pubblici e poi alla Sanità. Per tre legislature è stato anche Deputato della Repubblica italiana, dal 1983 al 1994, sostenendo i Governi del Pentapartito. Infine consigliere provinciale e sindaco di Trebisacce per tantissime consiliature fino al 2007.
“Questa comune consapevolezza oltre al rispetto reciproco ha generato amicizia, collaborazione e competizione leale senza l’ombra di antagonismo pur normale quando si opera nello stesso partito e nella stessa Regione – continua Zavettieri -. Nell’83 con la nostra elezione, è stato superato uno schema cristallizzato nel Partito che durava da troppo tempo e si è avviata, nel rispetto delle leadership storiche, una fase dinamica di rinnovamento e di crescita nella società calabrese che ha fatto del PSI calabrese nelle elezioni regionali, il primo partito della sinistra, traguardo inimmaginabile, mai raggiunto in nessun’altra regione d’Italia, preludio di ulteriori sviluppi che andava bloccato con ogni mezzo lecito o illecito che fosse. In Calabria, è stata anticipata di due anni l’operazione “mani pulite” aggiungendo ai reati presunti di corruzione quelli ancora più presunti di associazione mafiosa. Anche chi è stato oggetto di queste indagini tra i parlamentari socialisti è uscito a testa alta – aggiunge ancora – ma il Partito è stato colpito a morte. Con Tonino abbiamo attraversato questa fase travagliata difendendo per tutti la dignità e l’onore dei socialisti. Poi, è venuta la diaspora e abbiamo scelto percorsi diversi ma non contrapposti, senza mai perderci di vista, recriminare o polemizzare pur avendo caratteri assai diversi. Tonino per me è stato un grande compagno di viaggio e di avventura. Riposa in pace”.