Era stato fermato e sorpreso nei pressi di Napoli con ben 15 chili di cocaina e per questo tratto in arresto. Era il 15 novembre dello scorso anno quando per Gregorio Lucio Vaianella, 20enne residente a Stefanaconi, si aprivano le porte del carcere di Poggio Reale in attesa di processo.

Ieri l'epilogo del procedimento penale celebrato con le forme del rito abbreviato; scelta, questa, obbligata per la difesa vista la fragranza di reato, tanto da indurre la pubblica accusa a chiedere il giudizio immediato. Accuse chiare, per il pm che al termine della sua requisitoria ha chiesto al gup la condanna per l'imputato alla pena di 10 anni di reclusione.

La difesa, nella persona dell'avvocato Michelangelo Miceli, facendo riferimento ad una sentenza della Corte costituzionale del 2011, ha potuto solo sostenere le circostanze attenuanti riguardanti l'incensuratezza del proprio cliente e che la adeguata commisurazione della pena non contrasta con la concessione delle attenuanti generiche. Ulteriore aspetto ha riguardato le modalità del fatto (quali il rudimentale occultamento della sostanza) che non propendevano per una abituale e professionale condotta di spaccio.

Aspetti, questi, sui quali il gup di Napoli ha concordato condannando il giovane solo a 4 anni di carcere. Una pena decisamente inferiore rispetto a quella invocata dalla pubblica accusa se non fosse altro già solo per la quantità e la tipologia di droga posta sotto sequestro.

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