E' una vera e propria escalation di violenza quella che continua a coinvolgere gli studenti di vari istituti vibonesi. Si susseguono con regolarità impressionante gli episodi di aggressione, anche e soprattutto in pieno giorno, da un angolo all'altro della città. E' la cosiddetta microcriminalità, quella che fa più paura in questa fase in cui le cosche vengono perseguite con regolarità dall'azione costante della Procura della Repubblica e delle forze dell'ordine. Un lavoro che ha prodotto importantissimi risultati, sul fronte del contrasto alle famiglie 'ndranghetiste del territorio, ormai ridotte in brandelli, grazie alle decine di arresti e delle conseguenti condanne negli anni scorsi. A questo punto, però, bisogna provare a sgomberare la città da una mentalità delinquenziale, quella che attanaglia i nostri giovani, talvolta vittime della reazione spontanea agli insulti di qualche balordo. I fatti delle ultime settimane inducono a riflettere. Lo scorso 3 maggio, infatti, uno studente dell'Istituto professionale è stato accoltellato all'uscita di scuola, una volta concluse le lezioni. La lunga scia di sangue, ben visibile lungo il tragitto che dall'Istituto conduce in ospedale, è parsa pure emblematica di una città oltre che di un corpo ferito, che non riesce più a rialzarsi.

Ieri, l'ennesimo episodio di ordinaria violenza: due ragazzi 15enni del liceo artistico D. Colao, possiamo dirlo per esperienza diretta, due ragazzi esemplari, dopo sei ore di scuola avevano appena lasciato la pizzeria dove si erano recati a "consumare un pezzo di pizza" prima di riprendere le attività pomeridiane con i propri docenti. Ebbene, ad attenderli, a qualche decina di metri, c'era il consueto gruppo di balordi che prima ha insultato una ragazza, come ormai si fa di consueto con il gentil sesso, provocando la reazione sdegnata del compagno, salvo poi sbarrare loro il passo e colpirli ripetutamente.

Lo studente è rimasto ferito al volto, dove aveva a qualche ora di distanza, ancora impressi i segni chiari dell'aggressione; la studentessa, invece, è stata raggiunta da calci nelle parti basse, come era ben visibile dai suoi pantaloni strappati. Immediata la denuncia alle forze dell'ordine. "Ci siamo recati subito dai carabinieri -hanno riferito a Zoom24 -. E prontamente sono scattate le indagini". Giusto così, non si nascondono questi episodi.

Due esempi, ma ne abbiamo raccontati molti di più in questi mesi. Ad esempio, nello scorso autunno, poco dopo le dodici, un gruppo di ragazzi si diede appuntamento alle spalle di Piazza Martiri d'Ungheria per darsele di santa ragione, per il gusto di picchiarsi, non per un motivo in particolare. Grazie ad una nostra segnalazione, con tanto di video pubblicato su Zoom24, la Polizia intervenne e identificò i giovani energumeni.

Certo, un modo per frenare tutto questo ci dovrà essere. Una strada potrebbe essere facilmente percorribile: si dovrebbe partire dalla sorveglianza e dalla video-sorveglianza. All'uscita degli studenti dalle scuole serve una maggior vigilanza da parte della Polizia Municipale e se possibile anche delle forze dell'ordine. Presidiare gli istituti prima che succeda l'irreparabile, prima che -un giorno o l'altro -ci scappi il morto. Qualche dirigente scolastico, come spesso accade, inascoltato, ha già chiesto ad alta voce, prendendo carta e penna, di garantire la sicurezza all'ingresso ed all'uscita degli studenti dagli istituti d'istruzione. Non è facile con le poche risorse a disposizione della Polizia municipale e delle forze dell'ordine in generale, lo sappiamo bene, ma serve uno sforzo in più da parte di tutti...