Ci sono ferite che il tempo non può rimarginare, ma solo trasformare in radici profonde di consapevolezza. Domani, domenica 12 aprile alle ore 10, la comunità di Vibo Marina si fermerà ancora una volta per rendere omaggio alle dieci vittime civili del bombardamento aereo che, nel 1943, sconvolse l'identità di questa cittadina marittimo-portuale.

La cerimonia, curata dalla Pro Loco, vedrà la deposizione di un omaggio floreale presso la targa in marmo posta sul muro esterno della Scuola Elementare “Presterà”. Un gesto semplice, ma dal valore simbolico immenso, per ricordare chi ha pagato con la vita il prezzo di una follia globale.

Quella tragica giornata del 1943 iniziò come tante altre, per poi trasformarsi in un incubo improvviso. Gli aerei anglo-americani puntarono agli obiettivi strategici — il porto e la stazione ferroviaria — ma le bombe non risparmiarono l'area civile, colpendo duramente la zona adiacente alla scuola, oggi nota come “Pinetina 12 aprile 1943”.

In pochi istanti, i sogni di dieci persone vennero spezzati tra le macerie. Tra loro, la memoria corre ai piccoli volti di Annunziata Corso (7 anni), delle sorelline Rosaria e Lucia De Lorenzo (5 e 11 anni), che avevano appena finito il turno pomeridiano di scuola, di Giovanna Lenza (14 anni), studentessa ginnasiale, e di Rosina Sacco (29 anni), giovane sposa. Particolarmente straziante resta il ricordo di Mariantonia Romano e dei suoi quattro figli: Nicolina, Vincenzo, Anna e Franca (di soli 7 mesi). Erano fuggiti dalla Sicilia sperando che la Calabria fosse un approdo sicuro per sfuggire all'imminente sbarco alleato, ma trovarono la morte proprio in quella terra che doveva essere il loro rifugio.

Oggi, mentre i venti di guerra continuano a soffiare in diverse parti del mondo, ricordare il 12 aprile 1943 non è un semplice esercizio di retorica. È un impegno civile volto a promuovere l’educazione alla pace, il rispetto dei diritti umani e la cooperazione tra i popoli.

I segni delle bombe sono ancora tangibili nel paesaggio di Vibo Marina, così come le cicatrici nel cuore della gente. La targa, collocata dai cittadini nel 1993, recita un auspicio che risuona oggi più attuale che mai: "La morte di giovani innocenti sia per tutti seme di pace".

Un monito che la comunità di Vibo Marina continua a custodire gelosamente, affinché la storia non sia solo un elenco di date, ma una lezione di umanità per le generazioni future.