Malore durante la partitella, muore docente del Vibonese (NOME-FOTO)
Un destino beffardo, che ha colpito durante un momento di sport e di svago.
Antonello Furchì, docente originario di Brattirò, in provincia di Vibo Valentia, ha perso la vita a causa di un improvviso malore durante una partita di calcio a cinque a Rovereto. Da anni, infatti, si era stabilito in Trentino dove insegnava.
Ad annunciare la triste dipartita e a ricordarlo commosso è l’editore Mario Vallone, originario del medesimo paese. Antonello Furchì, classe 1960, aveva frequentato la scuola dell’obbligo proprio a Brattirò; poi frequentò l’istituto d’arte “Colao” a Vibo Valentia e successivamente conseguì la laurea in Architettura all’università Mediterranea di Reggio Calabria.
Da giovane, subito dopo il completamento degli studi, aveva iniziato la sua attività professionale. Tante le opere, pubbliche e private, che portano la sua firma e la sua impronta. Quindi il trasferimento al nord per intraprendere la carriera di docente. A Rovereto recentemente ha anche avuto una fruttuosa esperienza politica, viene scritto nel blog di Vallone.
«Forte, fortissimo il legame con la sua terra di origine. Persona perbene, preparata, seria e umile, coltivava diverse passioni, su tutte la fotografia: numerose le partecipazioni, specie negli ultimi anni, a concorsi fotografici e scatti talvolta premiati. - ha scritto l’editore vibonese - Ci sentivamo spesso in chat e in paese ci vedevamo sempre in estate. Lui seguiva quotidianamente il mio blog e talvolta mi chiedeva approfondimenti in privato».
«Quando si trovava in ferie in Calabria partecipava alle presentazioni dei libri dei miei autori. Discutevamo spesso della sua tesi universitaria sull’architettura rurale, in particolare sulle case di “bresta”; avevo più volte manifestato la mia intenzione di pubblicarla, magari con un cospicuo album fotografico, e lui si era detto favorevole», ha continuato.
«Ricordo, inoltre, e davvero con piacere, più di 20 anni fa, le frequenti partitelle a calcetto con noi, allora ragazzi ventenni. Lui, quasi quarantenne, comunque a reggere i nostri ritmi irruenti con la sua garbata e rigorosa presenza», ha detto ancora.
«Caro Antonello, la vita a volte è davvero balorda. Ieri, come ogni mattina, avrai visitato il mio blog: oggi – pensa un po’ – sullo stesso spazio web vi è questo articolo. Ti giunga il mio abbraccio; continua a seguirci, pur essendo altrove: sicuramente in un posto bello e incantevole, degno della tua splendida persona», ha concluso Mario Vallone.

