Consiglio regionale, Ferro chiede commissione d'inchiesta: "Legge incostituzionale"
Il consigliere uscente augura buon lavoro a Wanda Ferro e chiarisce: "Non ho lesinato energie e ciò mi rende decisamente fiero"
Wanda Ferro. "La decisione del Tar ha dato seguito a quanto stabilito dalla Consulta, che aveva sancito l’illegittimità della legge elettorale regionale nella parte in cui escludeva l’elezione in consiglio del cosiddetto miglior perdente. Ho sempre avuto fiducia nel corso della giustizia e sono felice che alla fine di questo lungo iter giudiziario sia stata ripristinata una condizione di legalità costituzionale e di democrazia, e soprattutto sia stato restituito ai cittadini il diritto di essere rappresentati da chi ha avuto il preciso mandato di guidare l’opposizione al governo regionale". La vice coordinatrice regionale di Forza Italia, Wanda Ferro, ha così commentato la sentenza del Tar. "Insieme alla soddisfazione c’è però grande amarezza per gli oltre due anni trascorsi dal voto, un lungo periodo nel quale mi è stato impedito di esercitare il ruolo che mi è stato affidato dai cittadini, e per il fatto che non è stata ad oggi fatta piena chiarezza sulle responsabilità di quanto avvenuto sul finire della precedente legislatura, che vanno evidentemente ricercate anche nell’operato di precisi settori della burocrazia regionale. Per questo auspico la costituzione di una commissione di inchiesta all’interno del Consiglio regionale che ricostruisca ruoli e responsabilità nella stesura di un testo di legge palesemente incostituzionale, che ha creato un vulnus gravissimo nella composizione dell’assemblea. Bisogna prendere atto con rammarico, e su questo non posso che concordare con le parole del presidente della Prima sezione del Tar Vincenzo Salamone, del fatto che siano stati ancora una volta i giudici a doversi sostituire alla politica nella scrittura di una legge elettorale. Una legge, aggiungo, che per la sua importanza deve essere pienamente funzionale ai principi di democrazia e non agli interessi di chi governa o ai calcoli di chi aspira ad essere rieletto. Ringrazio ancora una volta i tanti calabresi che mi sono stati accanto in questi anni e che mi hanno sempre sostenuto e dato forza, così come ringrazio la stampa che non ha mai abbassato i riflettori su questa vicenda, evidentemente comprendendo che la posta in gioco riguardava non la semplice assegnazione di un seggio, ma l’affermazione della piena legalità delle istituzioni e la tutela dei principi di democrazia. Rivolgo ancora un ringraziamento al collegio difensivo che mi ha rappresentato davanti al Tar e alla Consulta, composto dagli avvocati Valerio Donato, Francesco Pullano, Francesco Saverio Marini e Angelo Clarizia. In ultimo, ma non certo per importanza, esprimo profondo dispiacere per l’esclusione dal Consiglio di Giuseppe Mangialavori, che ho sempre avuto vicino e che apprezzo per le sue grandi doti morali oltre che per le sue qualità professionali e politiche. In questi anni Mangialavori ha dimostrato di sapere svolgere il proprio ruolo di consigliere di opposizione con competenza e coerenza, raccogliendo sempre grande fiducia e consenso attorno alle proprie iniziative, e dimostrando di rappresentare una grande risorsa non solo per Forza Italia e il centrodestra, ma per l’intera Calabria".
Giuseppe Mangialavori. Ha affidato a facebook il suo commento, invece, il consigliere regionale uscente." Il Tar della Calabria ha dichiarato la mia decadenza dalla carica di consigliere regionale. Il mio posto sarà occupato da Wanda Ferro alla quale auguro un proficuo lavoro ricco di positivi e fecondi risultati politici e amministrativi. Il primo pensiero è rivolto ai miei elettori e ai tanti amici che hanno seguito le mie iniziative di questi due anni al servizio della politica regionale. È proprio da loro che ho tratto la linfa vitale per portare avanti battaglie e proposte orientate da un solo obiettivo: offrire un contributo per una Calabria migliore, più libera, moderna ed emancipata da ogni necessità. Indipendentemente dal mio futuro ruolo, continuerò ad osservare le dinamiche politiche calabresi e ad impegnarmi per renderle più coerenti con le ragioni della crescita e dello sviluppo della comunità calabrese. In questa esperienza ho avuto modo di constatare le mille tante difficoltà che impediscono a questa regione di superare le criticità urgenti e profonde. E ciò ha rafforzato la mia idea di quanto sia necessario stimolare il senso della partecipazione politica e correlare il soddisfacimento dei diritti all’inderogabilità dei doveri. Questa terra ha problemi immensi. Ma ha anche risorse significative. I primi non potranno mai scoraggiare gli animi coraggiosi; per essere superati hanno bisogno di raziocinio e tenacia. Le seconde per affermarsi vanno (realmente) ancorate al merito, unico mezzo per eliminare privilegi, intolleranza e sopraffazione.
Sono consapevole di non essere riuscito a centrare tutti i risultati sperati. E ciò anche per la modestia temporale del mandato. Posso comunque assicurare che non ho lesinato energie e ciò mi rende decisamente fiero. Perché nulla mi rende così orgoglioso della consapevolezza di avere operato per la crescita della comunità d’appartenenza. Un ringraziamento anche al mio legale di fiducia, Stefano Luciano per essersi impegnato con estrema professionalità nella mia difesa giudiziaria. Un ultimo pensiero è rivolto alla Calabria e ai Calabresi. Ho perseguito l’obiettivo della verità incessantemente. Orgoglioso di avere conosciuto e incontrato molti calabresi disposti ad ascoltarla ed a sostenerla".
