Zona arancione in Italia: le regioni a rischio dal 31 gennaio. E forse sarà l'ultima volta
Manca sempre meno al verdetto della cabina di regia che venerdì stabilirà quali regioni passeranno in zona arancione (qui la tabella con le regole) e quali in gialla. Resta sullo sfondo anche la zona rossa, con cui si ritorna ai vecchi lockdown e coprifuoco: nessun territorio al momento è a rischio, anche se rimane il caso Valle D'Aosta che, con i pochi posti letto disponibili in rianimazione e i ricoveri oltre il 50%, è sempre in bilico. La mappa che si delineerà il 28 gennaio, in base alla situazione ospedaliera del Covid in Italia, potrebbe essere l'ultima: da tempo infatti le Regioni chiedono il superamento del sistema a colori e il governo potrebbe accontentarle. "Credo che andremo verso questa direzione - ha dichiarato al Tg1 il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa -. Mantenere la zona rossa come zona di controllo e monitoraggio, ma togliere ogni restrizione in quella zona, significa dare fiducia ai cittadini, quei 47 milioni che si sono vaccinati e a tutte le attività economiche".
I parametri sono tre: il tasso di occupazione dei reparti ordinari, il tasso di occupazione delle terapie intensive e l'incidenza di casi ogni 100mila abitanti. Quest'ultima, però, considerati i numeri attuali è superflua: tutte le Regioni infatti hanno un'incidenza di positivi ben oltre le soglie previste per tutte e tre le zone.
- Zona gialla: rianimazioni >10%, ricoveri >15%, incidenza ≥ 50
- Zona arancione: rianimazioni >20%, ricoveri >30%, incidenza ≥ 150
- Zona rossa: rianimazioni >30%, ricoveri >40%, incidenza ≥ 150
Zona arancione: chi rischia?
Nella fascia intermedia, al momento, si trovano Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia e Valle D'Aosta. Vediamo quali sono le Regioni che potrebbero passare in zona arancione da lunedì. Quelle che rischiano di più il Lazio e le Marche che hanno già superato le soglie. Da tenere d'occhio in questi giorni, per quanto riguarda l'andamento della pressione ospedaliera, anche Calabria (38% reparti, 17% terapie intensive), Liguria, Trento e Toscana. Più difficile, a meno di un improvviso incremento di pazienti, il passaggio di colore di altre Regioni.
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