Non si placa lo scontro istituzionale sul futuro del porto. Dopo la nota di Meridionale Petroli, che aveva messo in dubbio gli impegni sul trasferimento dell'impianto, il sindaco Enzo Romeo interviene con fermezza per riportare il dibattito sul piano della «realtà documentale» e della «gerarchia degli interessi pubblici».

Il sindaco Romeo chiarisce subito che l'istanza originaria della società prevedeva un rinnovo ventennale, ma la scelta dell'Autorità di Sistema Portuale di concedere solo 4 anni rappresenta una precisa volontà politica e tecnica. «È il tempo stimato per la transizione — spiega il primo cittadino — non un rinnovo a lungo termine camuffato».

Secondo Romeo, lo strumento giuridico che vincola l'azienda è l'Atto di Sottomissione previsto dal Codice della Navigazione. Poiché l'Autorità ha recepito le istanze del Comune sulla delocalizzazione, negare questo legame significherebbe ignorare la volontà di Ministero e Regione Calabria sancita nel Protocollo d'Intesa.

Il sindaco rivendica una visione «non negoziabile» che mette al centro la sicurezza dei cittadini e lo sviluppo turistico-commerciale dello scalo di Vibo Marina. «Comprendiamo che l'azienda difenda i propri interessi, ma il mio compito è difendere la comunità. La delocalizzazione a Porto Salvo non è un auspicio, ma l'oggetto di un accordo che coinvolge i massimi livelli istituzionali. La società è chiamata a sedere al tavolo per definire il come e il quando, non per rimettere in discussione il se».

In chiusura, il primo cittadino ribadisce che l'amministrazione non recederà dalla linea intrapresa: «La realtà dei fatti è scritta negli atti che abbiamo faticosamente ottenuto. Restiamo aperti al dialogo tecnico per tutelare i lavoratori, ma il tempo delle incertezze è terminato». Una posizione netta che rimanda la palla al tavolo di concertazione, confermando che la partita sulla riconversione dell'area portuale è tutt'altro che chiusa.