Fondazione Natuzza, l'appello dello scrittore Zanini: "Riaprire il dialogo"
Una delle voci più autorevoli del mondo cattolico si unisce ai tanti appelli tesi a ricucire lo strappo con il vescovo monsignor Luigi Renzo
Fondazione di Natuzza Evolo. Gli appelli a ricucire lo strappo con il vescovo monsignor Luigi Renzo arrivano da più parti. Uno di questi giunge da Roberto Italo Zanini, voce autorevole del mondo cattolico, autore del volume “Natuzza Evolo, come Bibbia per i semplici” e di “Bakhita, inchiesta su una santa per il 2000”, dal quale la Rai ha tratto una seguitissima fiction televisiva.
L'appello. Zanini nell’appello apparso oggi su “Gazzetta del Sud” sottolinea la sua stima per il vescovo Luigi Renzo, “del quale conosco le doti di prudenza e l'amore per Natuzza. Ma anche l'amicizia che mi lega a don Michele Cordiano e a don Pasquale Barone. Proprio per questo - afferma il noto scrittore - anche se non conosco nel dettaglio i termini della questione, penso che ci sia la necessità e l'urgenza di riaprire il dialogo. Solo in questo modo si può dare spazio all'azione dello Spirito, così che faccia crescere un rinnovato sentimento di fraternità cristiana. Chi come me vive le cose dal di fuori, ma tante volte ha potuto godere dei frutti della concordia e della collaborazione fra la diocesi e la fondazione di Paravati, in una realtà così difficile come quella calabrese, teme che si vanifichino trent'anni di fatiche e di lavoro condiviso. Insomma, più penso a quanto sta accadendo e più mi sorge il dubbio - conclude Roberto Italo Zanini - che il vero spirito di Natuzza Evolo non si preservi nella difesa né di quanto ha lasciato scritto, né di questioni di principio, ma nella piena adesione alla sua idea di cuore aperto all'amore di Cristo e alla Chiesa".
Natuzza tra scienza e fede. Nel volume “Natuzza Evolo, come Bibbia per i semplici” (San Paolo edizioni) scritto qualche anno fa e che ha riscosso notevole successo, Roberto Italo Zanini parla di Mamma Natuzza fra scienza e fede, di Natuzza donna semplice e umile, vista dagli occhi attenti di un cronista che non l’ha mai conosciuta personalmente, ma di cui ha sentito la presenza viva e forte lungo le strade che portano a Paravati. Strade di luce e di fede che in più di un’occasione, per chi è riuscito a coglierne i segni, hanno saputo indicare la via giusta da percorrere.
