Rinascita, presunto caso Covid in aula bunker: scatta il protocollo ma l'udienza riprende
Un presunto caso di Coronavirus nell'aula bunker di Lamezia Terme ha portato, questa mattina, alla temporanea sospensione dell'udienza del maxi processo contro la 'ndrangheta Rinascita Scott. Un operatore del servizio di vigilanza privata, infatti, è risultato positivo al test rapido effettuato dopo aver avvertito un malore. Si sono poi aspettati i risultati degli ulteriori tamponi rapidi, effettuati sugli altri operatori, e nel frattempo il Tribunale è stato in contatto con l'autorità sanitaria. L'udienza non è stata rinviata e - benchè inizialmente circolasse come ipotesi più accreditata - il presidente del collegio giudicante, dottoressa Brigida Cavasino, è rientrata in aula per informare che "siamo in attesa di indicazioni formali da parte dell'Asp che comunque, informalmente, ci ha comunicato che non essendoci stati contatti diretti l'udienza può continuare".
L'udienza è poi ripartita dopo che l'Asp ha comunicato formalmente - tramite pec - che era sufficiente sanificare l'ingresso dove ha lavorato la persona risultata positiva (al test rapido) anche perchè i tamponi sui contatti stretti dell'uomo sono risultati negativi. Situazione in realtà inevitabile, in quanto - dice la scienza - dal contatto con un positivo è necessario aspettare almeno 3-4 giorni prima di effettuare il tampone. Qualche avvocato ha infatti timidamente protestato facendo notare che "il varco è stato chiuso da poco, siamo entrati e usciti da quel varco fino a mezz'ora fa, se questa è sicurezza...".
Nell'esame di oggi - iniziato solo per pochi minuti e inizialmente sospeso a causa di un problema tecnico - il pentito Andrea Mantella ha iniziato a esaminare e riconoscere una serie di foto mostrate dalla pubblica accusa, rappresentata oggi dal pm della Dda di Catanzaro Antonio De Bernardo.
