Sanità, De Magistris a Lamezia Terme: "Governo si accolli debito sanitario calabrese"
Tappa a Lamezia Terme per il candidato alla presidenza della Regione Calabria Luigi De Magistris che, assieme al candidato al consiglio regionale Rosario Piccioni del movimento "Lamezia bene comune", si è recato nei pressi dell'ospedale "Giovanni Paolo II" per lanciare l'ennesimo appello sull'emergenza sanitaria in Calabria, sulle vaccinazioni a rilento, sul dramma di una Regione in cui il diritto costituzionale alla salute dei cittadini è palesemente compromesso. In questi mesi il movimento "Lamezia Bene Comune" ha tenuto alta l'attenzione sul presidio ospedaliero lametino sottolineando in più occasioni come l'ospedale di Lamezia possa svolgere una funzione fondamentale, in questa fase e nel post-emergenza, a servizio dei cittadini del comprensorio lametino e dell'area centrale della Calabria.
“Sulla sanità in Calabria, basta al gioco delle tre carte le cui conseguenze le pagano in prima persona i cittadini calabresi. Da anni in Calabria se parli con il governo regionale, ti dice che non può fare nulla perché siamo commissariati. I commissari dicono che non hanno i mezzi per operare. Il governo nazionale dice che non può far nulla perché la regione è commissariata. I cittadini calabresi vivono un’ulteriore vergogna e un paradosso: per colpa di una politica che si è consumata nei decenni, pagano le tasse più alte per avere i servizi meno adeguati. Noi - ha detto De Magistris - chiediamo al governo nazionale di accollarsi il debito sanitario in Calabria, non lo devono pagare i calabresi. Non è più tollerabile il comportamento di un governo regionale costretto ad andare con il cappello in mano dal commissario o dal governo nazionale”.
“Io non sono il candidato del centrosinistra. La Calabria non ha bisogno del centrosinistra come lo abbiamo visto fino ad oggi; questa terra ha bisogno di persone oneste, libere, autonome, persone che non hanno prezzo e che sono innamorate di questa terra. La Calabria - continua De Magistris - può diventare un nuovo centro di una politica fondata sulla giustizia sociale, la solidarietà e la lotta alle mafie. Guai ad abbassare l’attenzione sul fronte della lotta alla criminalità organizzata, perché passerà la pandemia ma il contagio criminale continuerà a fare danni in questa terra come li ha fatti fino ad oggi. Le persone perbene devono poter operare nelle istituzioni, la mafia deve starne fuori. Noi possiamo essere un’occasione in Calabria per liberare le persone rimaste al guinzaglio. Liberatevi da quel guinzaglio che fa apparire i diritti come privilegi. Noi siamo persone libere che vogliono una rivoluzione culturale per questa terra”.
Il candidato Rosario Piccioni lancia invece l'allarme sui livelli essenziali di assistenza: “Nel piano delle performance approvato a dicembre 2020, si dichiara che in conseguenza delle gravi ristrettezze finanziarie l’Asp non è in grado di garantire il turnover degli operatori. La commissione straordinaria dell’Asp di Catanzaro ha messo nero su bianco che in questo territorio non possono essere garantiti i livelli essenziali di assistenza. E’ un dato che fa rabbrividire. Noi chiediamo che si riparta dalla medicina territoriale e dall’assistenza domiciliare integrata - sostiene Piccioni - che la pandemia ci ha dimostrato essere una frontiera fondamentale per la cura delle persone in modo da non sovraccaricare le strutture ospedaliere. Porteremo avanti una battaglia con il commissario straordinario perché in questo presidio vengano garantiti i livelli essenziali di assistenza tanto ripristinando livelli adeguati di personale ospedaliero quanto una strumentazione adeguata. Chiediamo ancora una volta che sia riattivato pienamente il reparto di malattie infettive dell’Ospedale di Lamezia e il laboratorio di microbiologia e virologia.”.
