La presidente della Commissione parlamentare antimafia questa mattina parlando all'Unical ha posto l'attenzione anche  sulla necessità di controllo sulle liste alle amministrative

Una lectio magistralis con un paio di incisi per Rosy Bindi all'Unical di Rende. Sull'intervento di Riina junior a Porta a Porta la presidente della Commissione parlamentare Antimafia ha puntualizzato che "il figlio del boss ha inviato un messaggio preciso al Paese, dicendo che la mafia non esiste - ha detto  - e anche che il padre e' ancora in grado di influire. Messaggi pericolosissimi di minaccia a chi vuole collaborare con la giustizia. E' inaccettabile che questo avvenga nel servizio pubblico - ha concluso la presidente della Commissione antimafia - e ci auguriamo che non accada mai più".

Abbiamo solo due giorni a disposizione - ha aggiunto - per vagliare le diverse candidature, e con l'autocertificazione si puo' anche dire il falso, sarebbe meglio chiedere la presentazione di certificati". La presidente della Commissione antimafia, in relazione al controllo delle liste dei candidati alle prossime elezioni amministrative ha chiarito una serie di aspetti. La Bindi ha parlato di "carenze del sistema": "Nel nostro Paese non esiste un casellario nazionale dei carichi pendenti, bisogna interrogare ogni singola Procura e questo non e' di cosenza- Paese civile. Diversa e' la responsabilita' dei partiti - ha concluso la Bindi - che dovrebbero avere un codice che non necessariamente ricorre agli atti della magistratura". (AGI)