«Il presidente della Regione Calabria ed il sindaco di Vibo Valentia diano risposte concrete in termini di finanziamento, assetto giuridico e personale specializzato per garantire la continuità di uno degli storici presidi culturali della città di Vibo Valentia». È quanto affermato dal più giovane consigliere comunale di Vibo Valentia, Anthony Lo Bianco, in una nota.

«È essenziale richiamare tutti alla riflessione, perché senza conoscenza e senza luoghi deputati a custodire la cultura, ma soprattutto a rendere disponibile a tutti la conoscenza, non può esservi memoria. - ha aggiunto - Lo sanno bene le nostre studentesse ed i nostri studenti che proprio in quella biblioteca ricercano letture per passione e studio, e chiedono a gran voce di garantire, nella città di Vibo Valentia, già Capitale italiana del libro, che vi sia finalmente una gestione moderna del loro diritto alla cultura e all’istruzione».

«Siamo stati abituati a vedere una grande biblioteca, divenuta casa per i giovani, un ambiente per chi ama sognare con la lettura, chi vuol studiare, fare il teatro ed imparare con la musica. La cultura non può morire nel silenzio di una città indifferente. - ha continuato il consigliere - Vibo Valentia è un territorio in preda all’abbandono sociale e politico, che non può permettersi di creare una desertificazione culturale».

Il Sistema bibliotecario vibonese «organizza lo stand della Regione al Salone del Libro di Torino e di Napoli, collabora con le università calabresi ed è sede di un’affermata scuola di teatro e di musica, ha prodotto centinaia di pubblicazioni scientifiche ed è l’unico centro di formazione regionale in materia bibliotecaria e biblioteconomica». Perciò tale chiusura «rappresenterebbe un fallimento per la città di Vibo Valentia, trasformandola in un deserto culturale, a pochi mesi dalla Capitale italiana del libro».

«È vero che dobbiamo affrontare e valutare numerose criticità, ma è necessario mantenere quanto di buono è stato fatto in questi anni e voltare pagina. Per ottenere questo risultato occorre la convergenza da parte di tutte le forze politiche, perché il Sbv è patrimonio della città di Vibo Valentia e del suo comprensorio. Pertanto lancio un appello al futuro presidente della Provincia, chiedendo un interessamento diretto alla questione. Questo diritto non può essere tolto agli utenti, agli studiosi ed alla cittadinanza tutta», ha concluso Anthony Lo Bianco.