Si tratta di una forma di commemorazione antica. La liturgia accompagna il fedele nel cammino di adorazione dell'Eucarestia. Ma la tradizione gli ha dato tutt'altra connotazione...

di ILARIA LENZA

madonna addolorataAll'appuntamento ogni anno si presentano in tantissimi. Perché è un momento di profonda riflessione, divenuto nel tempo strettamente legato alla passione di Cristo e al momento della sua morte. Ma è un appuntamento religioso quanto tradizionale che, specie nel Meridione, assume un significato diverso da quello originariamente offerto dalla dottrina cristiana. Il "sepolcro", infatti, nella tradizione popolare è la visita del fedele nelle chiese della città e al sepolcro di Gesù, un'occasione in cui riflettere sulla passione di Cristo. Una connotazione impropria, dal momento che l'appuntamento del giovedì santo è, in realtà, un momento di adorazione dell'Eucarestia, consacrata e conservata nell'altare della Reposizione.

sepolcroLa Reposizione. L'altare della Reposizione è il punto nel quale, a conclusione della messa vespertina del giovedì santo, in cui si celebra la cena del Signore (In coena domini), viene conservata, secondo la liturgia cattolica, l'Eucarestia. La liturgia, infatti, vuole che l'Eucarestia del giovedì sia riposta in un altare diverso da quello abituale. L'Eucarestia benedetta viene quindi conservata in un'urna (repositorio), addobbata in modo solenne con fiori e piante. Il momento della Reposizione è proprio un momento di adorazione dell'Eucarestia, che il venerdì santo (giorno in cui si sospendono le messe e le consacrazioni eucaristiche) viene offerta ai fedeli in comunione. Lo scopo liturgico è quello di meditare sui misteri della passione di Cristo, in particolare sull'agonia della passione e morte.

I "sepolcri" e la tradizione delle sette visite. Nel Sud Italia e in Calabria la visita, per tradizione, ha assunto il nome di "sepolcro". I fedeli nel giovedì santo visitano quindi le chiese della città, in numero rigorosamente dispari. Cinque o sette, da tradizione ma non secondo dottrina, devono essere le visite: cinque come le piaghe di Cristo, sette come i dolori della Madonna. Nella città di Vibo Valentia sono tantissime le persone che hanno rinnovato riti e tradizioni, varcando le soglie delle chiese, in cui sono stati allestiti altari suggestivi e particolari.

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