Traffico di droga tra New York e la Calabria, chiesta la condanna di 5 narcos
La procura antimafia di Reggio Calabria ha chiesto anche l'assoluzione di altre due persone coinvolte nel processo "Columbus"
Sessantadue anni di carcere e due assoluzioni. Sono le richieste avanzate dalla Distrettuale antimafia di Reggio Calabria nei confronti dei 7 presunti narcos implicati nell'inchiesta denominata "Columbus" e finiti nel processo in ordinario che si sta celebrando davanti al collegio del Tribunale di Palmi.
Le richieste Al termine della requisitoria, il pubblico ministero Francesco Tedesco ha chiesto la condanna di Franco Fazio a 18 anni e mezzo di carcere, Cosimo Berlingeri e Basilio Caparotta a 10 anni e sei mesi, Domenico Berlingeri 9 anni, Pino Fazio 3 anni di reclusione. Richiesta invece l'assoluzione per Giovanni Papaleo e Salvatore Caparotta.
Da New York alla Calabria Il principale imputato nel procedimento "Columbus", vale a dire Gregorio Gigliotti è stato condannato in America insieme a sua moglie e al figlio. E proprio da una inchiesta che ha avuto come epicentro il ristorante di Gigliotti nel Queens di New York ha preso il via l'operazione "Columbus". L'Fbi fece irruzione nel locale gestito dal calabrese di Serrastretta, in provincia di Catanzaro, sequestrando oltre 100mila dollari, sei pistole, un fucile, cocaina e marijuana. Con il processo abbreviato sono stati condannati i fratelli Carmine e Francesco Violi, originari di Sinopoli. In America insieme a Gigliotti e alla sua famiglia erano stati condannati il gruppo dei "costaricensi" che forniva la droga. Nel processo ordinario di Palmi il pm della Dda ha quindi chiesto la condanna per associazione soltanto per Franco Fazio di Pianopoli, parente di Gigliotti. Per tutti gli altri il pubblico ministero ha invece chiesto l'assoluzione dall'associazione e la condanna solo per coloro che avevano reati fine.
L'inchiesta Dalle indagini sarebbe emerso che dietro il titolare del ristorante-pizzeria "Cucino a modo mio" si celava un broker del traffico di droga. L'uomo sarebbe stato infatti in contatto sia con esponenti delle famiglie mafiose newyorkesi sia con personaggi di spicco della 'Ndrangheta, un cartello della famiglia degli Alvaro, sia con i narcos sudamericani ed, in particolare, quelli del Costa Rica. Il 12 ottobre 2014, il giorno del Columbus Day, gli uomini del Fbi e della polizia italiana hanno bloccato il primo carico di cocaina, proveniente da un porto del centro America e destinato a New York e alla Calabria. Il 7 maggio 2015, infine, scattò l'operazione che portò in carcere 15 persone accusate di narcotraffico internazionale.
