Il Tribunale di Bologna, seconda sezione penale, ha disposto la misura cautelare del divieto di espatrio nei confronti di Antonio Grillo, 41 anni, di San Calogero, detto "Il bisonte", tratto in arresto nel 2011 nell'ambito dell'operazione antidroga denominata "Due Torri connection" coordinata dalla Dda bolognese. Il processo nei suoi confronti e degli altri imputati è ancora in corso e la prossima udienza è fissata per il 29 settembre prossimo. Nel frattempo, però, i giudici del Tribunale di Bologna hanno disposto nei suoi confronti la misura del divieto di espatrio all'estero.

Antonio Grillo

L'operazione "Due torri connection" è scattata il 2 agosto 2011. Sette i vibonesi coinvolti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti. Si tratta di: Francesco Ventrici, di San Calogero già braccio-destro di Vincenzo Barbieri, già condannato nell'operazione "Decollo" e trasferitosi a Bologna dopo aver scontato la condanna; i fratelli Antonio e Giuseppe Grillo, di 41 e 35 anni; Angelo Mercuri, di 48, cognato di Ventrici; Italo Iannello, 26 anni, nipote di Ventrici. Tali imputati sono tutti di San Calogero. Ed ancora: Ferdinando Zappia, 37 anni, di Mesiano di Filandari; Giuseppe Simonelli, 37 anni, di Tropea, presunto intermediario fra Ventrici e i colombiani. Secondo l’accusa, la presunta organizzazione avrebbe agito dal luglio 2010 al gennaio 2011 nel tentativo di importare 1.500 chili di cocaina via area dall’Ecuador, con Mercuri, Iannello, Zappia ed Antonio Grillo indicati dal pm quali "persone di fiducia di Ventrici" preposte all’organizzazione dell’importazione <<recandosi in Slovenia, Austria, Spagna ed Ecuador>>, e con Giuseppe Grillo che si sarebbe invece occupato di trasferire <<il denaro necessario al pagamento del prezzo dello stupefacente e delle spese organizzative>>.


Coinvolti nell'operazione anche Michael Kramer, l’austriaco ritenuto capace di procurare il velivolo sul quale doveva viaggiare la cocaina; Marco Di Maurizio e Claudio Zippilli, di Teramo, indicati come i possessori della villa nella quale doveva essere occultata la cocaina; lo svizzero Vicente Mari; Isaza Raul Canu e Oscar Alvarez Murillo, indicati quali presunti “intermediari” colombiani, nonché curatori dei rapporti con le autorità militari dell’aereoporto di Quito, in Ecuador, dal quale doveva partire lo stupefacente. (g.b.)


DUE TORRI CONNECTION