Due episodi di violenza domestica, due storie di sopraffazione tra le mura di casa che hanno spinto il Questore di Vibo Valentia, Dr. Rodolfo Ruperti, a emettere altrettanti provvedimenti di ammonimento. Un’azione decisa, nata dall’istruttoria della Divisione Anticrimine, per fermare sul nascere l’escalation di violenza e proteggere le vittime in linea con le tutele previste dal “Codice Rosso”.

Il primo caso riguarda una coppia unita da oltre quattro decenni. Per trentacinque anni il legame è stato solido, ma da un lustro la situazione è drammaticamente mutata, trasformandosi in una spirale di violenze fisiche e verbali rimasta per troppo tempo nel silenzio. La donna, trovando finalmente il coraggio di rivolgersi alle forze dell'ordine, ha raccontato un calvario fatto di pugni al volto, minacce di morte e persino sequestri di persona, con la vittima costretta a rimanere chiusa a chiave in una stanza. Una denuncia che ha spezzato anni di rassegnazione.

Il secondo episodio ha visto protagonista un padre, autore di una brutale aggressione nei confronti della figlia maggiorenne. Per futili motivi, l’uomo si è scagliato contro la giovane colpendola violentemente alla schiena con un palo della scopa. La ferocia del gesto ha provocato alla vittima lesioni tali da richiedere il ricorso immediato alle cure mediche ospedaliere.

Per entrambi gli episodi, oltre alle denunce d’ufficio inoltrate dai Carabinieri intervenuti, la Divisione Anticrimine ha avviato le procedure che hanno portato all'emissione dell'ammonimento. Con questo atto formale, ai due uomini è stato intimato di cessare immediatamente ogni condotta violenta, con l’avvertimento che, in caso di reiterazione, il procedimento penale diventerà procedibile d’ufficio e con aggravamento della pena.

La Questura di Vibo Valentia non si limita alla misura coercitiva. Ai due soggetti maltrattanti è stata infatti comunicata la possibilità di intraprendere un percorso di recupero presso centri specializzati per autori di violenza, strutture con le quali la Questura ha attivato protocolli specifici. Un segnale chiaro da parte delle istituzioni: il contrasto alla violenza domestica passa non solo attraverso la repressione, ma anche attraverso il tentativo di educare e correggere comportamenti che minano le basi della convivenza civile e della sicurezza personale.