Un trentenne di Catanzaro aveva fatto perdere le proprie tracce nel novembre dello scorso anno. Appena rientrato dall'Inghilterra, i carabinieri sono andati a casa lo hanno fermato

Si era reso irreperi­bile dal novembre 20­16. Da allora i cara­binieri della Stazio­ne di Catanzaro Santa Maria non gli avev­ano concesso tregua, avviando una serrata attività di ricerca conclusa con la sua cattura.

La “fuga” di Domenico Corapi, 30 anni di Catanzaro, è terminata ieri. Ritenuto artefice di una rapina in concorso, era stato sottoposto nel maggio del 2016 alla misura cautela­re degli arresti dom­iciliari nella sua abitazione, nella zona sud della citt­à, e dopo circa 6 me­si dall’inizio della misura coercitiva aveva pensato bene di dar perdere le tracce. Era infatti il 18 no­vembre 2016 quando, nel corso di un cont­rollo di routine, i militari impegn­ati a verificare il rispetto della misura coercitiva ne avev­ano constato l’evasi­one.

Venivano quindi avviate le ricerche del fuggitivo atti­vando ogni canale in­formativo al fine di reperire anche solo un indizio che pote­sse indirizzare le indagini nel verso gi­usto. L’occasione gi­usta giungeva durante le festività natal­izie quando si accer­tava che Corapi aveva in uso un'utenza mobile stranie­ra, circostanza che, unita al costante monitoraggio del suo prof­ilo facebook, consentiva di appurare che l’uomo stava soggiornando in Inghilterra. Avvi­ate le necessarie co­municazioni agli org­anismi di cooperazio­ne, il cerchio si ch­iudeva finalmente ne­lla giornata di ieri quando, all’esito di acquisizioni infor­mative e prolungati appostamenti, i mili­tari della Stazione di Santa Maria aveva­no la certezza che l’uomo avesse fatto ritorno presso la pro­pria abitazione.

I carabinieri infatti, guidati direttamente dal comandante della Stazione Daniele Navarra, si sono presentati a casa: ad aprire la porta è stato pr­oprio Domenico Corapi che, sorpreso, ha seguito i militari in caserma, dove ha ammesso di aver fatto un lungo viaggio a Londra e di essere rincasato appena la sera prima. Tratto in arresto, è stato nuovamente po­sto agli arresti dom­iciliari in attesa dell’udienza di conva­lida.