Chiesetta di Piedigrotta, patrimonio a rischio: l’erosione assedia il gioiello di tufo
La furia delle mareggiate cancella la spiaggia e minaccia la facciata del sito sacro. Il Comune di Pizzo corre ai ripari
Un simbolo universale di fede e bellezza, secondo solo ai Bronzi di Riace per numero di visitatori in Calabria, rischia di essere sopraffatto dalla natura. La Chiesetta di Piedigrotta, interamente scavata nel tufo lungo il litorale di Pizzo, sta affrontando una delle sfide più difficili della sua storia secolare: l’avanzata inesorabile del mare che ne sta minacciando l’integrità strutturale e artistica.
Le recenti mareggiate e i cicloni che hanno colpito la costa vibonese hanno drasticamente accelerato il fenomeno dell'erosione. La spiaggia antistante è stata letteralmente inghiottita, trasformando la chiesetta in un monumento isolato tra i flutti. L’acqua è arrivata a lambire la scalinata e a penetrare all'interno della grotta attraverso incavi e finestre, mettendo in pericolo le celebri statue di tufo. Per ragioni di sicurezza, il sindaco Sergio Pititto ha disposto la chiusura precauzionale dell'accesso e lo stop alle visite.
Nonostante la criticità, l'amministrazione comunale predica calma, puntando su un piano d'intervento già in fase di definizione. «Stiamo monitorando la situazione — ha dichiarato il primo cittadino — ed è già pronto un finanziamento di 1,8 milioni di euro per il restauro delle statue e degli interni». Il progetto, discusso con la Regione e la Sovrintendenza, prevede non solo il recupero artistico ma anche la valutazione di una barriera protettiva esterna per mitigare l'impatto delle onde, divenute più violente a causa dei cambiamenti climatici.
L'emergenza non riguarda solo Piedigrotta. Il Comune ha infatti dichiarato lo stato di calamità naturale dopo i danni del 12 e 13 febbraio. Il problema dell’erosione affligge l'intero litorale, dalla Marina alla Stazione, rendendo necessari interventi strutturali come barriere frangiflutti. L'obiettivo primario resta la conservazione di un "unicum" che unisce mito e devozione, per evitare che la forza del mare cancelli definitivamente una delle pagine più suggestive della cultura calabrese.
