Droga e cellulari in un carcere calabrese, ecco le persone arrestate (NOMI)
Una vasta operazione delle forze dell'ordine ha colpito il traffico di droga e cellulari all'interno del carcere di Catanzaro, con il coinvolgimento di 38 indagati e l'esecuzione di 26 misure cautelari. Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catanzaro e il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, supportati dai militari della Legione Carabinieri Calabria e dal personale dei Nuclei Investigativi Regionali del Corpo della Polizia Penitenziaria, hanno dato esecuzione all'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Secondo quanto emerso dall'indagine, i 38 indagati sono accusati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e all'accesso indebito a cellulari da parte dei detenuti, concorso esterno in tali associazioni, nonché istigazione alla corruzione, corruzione con l'aggravante mafiosa, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, procurata evasione, falso e truffa ai danni dello Stato.
Tra i destinatari delle misure cautelari in carcere figurano individui provenienti da diverse città italiane, tra cui Cosenza, Napoli, Palermo, Lamezia, e altre. Anche operatori della Polizia Penitenziaria sono stati coinvolti, dimostrando la complessità e la portata del fenomeno.
Ecco i nomi degli indagati e la loro provenienza:
In carcere:
Bruno Bartolomeo (Cosenza, 14-07-1989)
Giuseppe Bevilacqua (Napoli, 14-08-1990)
Michael Tephen Castorina (Mazzarino, 16-12-1989)
Francesco Paolo Clemente (Palermo, 13-12-1977)
Maurizio Corasaniti (Catanzaro, 08-01-1970), assistente capo Penitenziaria
Fabio Di Marino (Lamezia, 10-03-1993)
Immacolata Erra (Cosenza, 22-07-1994)
Abdelilah Fanine (Marocco, 23-01-1989)
Riccardo Gaglianese (Cosenza, 30-09-1993)
Gino Garofalo (Cosenza, 12-09-1994)
Dmytro Korchevskiy (Ucraina, 15-04-1980)
Angela Paravati (Satriano, 04-03-1965)
Simona Poli (Catanzaro, 15-06-1977) ispettore di Polizia Penitenziaria
Giada Pino (Cosenza, 29-01-1995)
Domenico Sacco (Catanzaro, 12-10-1966) assistente capo Penitenziaria
Pierpaolo Tormento (Cosenza, 08-09-1991)
Ai domiciliari:
Loredana Cara (Cosenza, 27-01-1961)
Domenico Cicero (Cosenza, 15-02-1983)
Carmine La Valle (Cosenza, 25-12-1983)
Costantino Leo (Salerno, 14-11-1988)
Pietro Martire (Cosenza, 09-09-1978)
Angelo Pino (Cosenza, 18-07-1965)
Sandra Santino (Mazzarino, 10-01-1992)
Francesco Soliberto (Brindisi, 30-04-1986)
Franco Tormento (Cosenza, 13-12-1960)
Francesco Viapiana (Cosenza, 28-09-1992)
Obbligo di presentazione:
Leonardo Clemente
Margherita Di Marino
Leopoldo D'Oriano
Fabiola Lo Stumbo
Rosalia Orlando
Sospensione della funzione ricoperta all'interno della Penitenziaria:
Rosario Alimondi
Emanuela Elia
Giovanna Gigliotti
Salvatore Parlatore
Bruno Spatara
Noemi Spatara
L'inchiesta ha identificato due presunti sodalizi criminali all'interno del carcere "Ugo Caridi" di Catanzaro-Siano, dediti allo spaccio di cocaina, hashish e marijuana all'interno della stessa casa circondariale, e all'introduzione, utilizzo e vendita di cellulari e sim card. Questi sodalizi sarebbero stati organizzati da promotori con il coinvolgimento, su base indiziaria, di detenuti, loro congiunti, un agente della Polizia Penitenziaria e persino un avvocato.
Inoltre, sono emerse gravi omissioni e comportamenti illeciti da parte di funzionari dell'amministrazione penitenziaria e agenti di polizia penitenziaria, finalizzati ad acquisire la benevolenza dei detenuti e a evitare difficoltà di gestione dell'istituto carcerario.
L'operazione ha anche coinvolto un imprenditore cosentino, con il sequestro preventivo di carte prepagate utilizzate per ricevere proventi dalla vendita di cellulari all'interno del carcere, nonché di una rivendita di tabacchi e di un negozio di telefonia. L'imprenditore sarebbe stato organico all'associazione per delinquere finalizzata all'accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte dei detenuti.
Questa vasta operazione dimostra il duro colpo inferto al traffico illecito all'interno del carcere di Catanzaro e sottolinea l'impegno delle autorità nel contrastare il crimine organizzato in tutte le sue forme, anche all'interno delle istituzioni penitenziarie.
