Un bilancio “senza visione, incapace di dare risposte al Paese e destinato ad ampliare le distanze sociali”. È la risposta del Partito Democratico calabrese alla manovra economica del Governo, illustrata nel corso di una conferenza stampa dal segretario regionale e senatore Nicola Irto, affiancato dal senatore Antonio Misiani, responsabile nazionale Economia dei dem.

Irto ha parlato di un provvedimento che “non sostiene i redditi più bassi, non affronta l’emergenza casa, non scioglie il nodo delle liste d’attesa e trascura scuola e università”. Un giudizio netto, che il segretario regionale definisce in linea con quello espresso “da tutti i soggetti ascoltati in audizione, dalla Cgil a Confindustria”.

Misiani, dal canto suo, ha definito la manovra “incapace di incidere sulla crescita e addirittura penalizzante per gli investimenti”, richiamando i dati dello stesso esecutivo.

Mezzogiorno penalizzato: “È un governo che guarda altrove”

Il senatore dem non ha usato mezzi termini: “Siamo davanti al governo più distante dal Sud degli ultimi decenni”.
Al centro delle critiche, la gestione delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto: “Chiediamo – ha spiegato Misiani – di togliere il finanziamento all’opera e restituire i fondi a Sicilia e Calabria, dove servono infrastrutture reali, cantierabili”.

Il quadro più preoccupante riguarda però la sanità pubblica. “Secondo le proiezioni del Governo – ha denunciato – la spesa sanitaria scenderà al 5,9% del Pil entro il 2028, la quota più bassa dal 2004. Oggi quasi sei milioni di cittadini rinunciano a curarsi, e nel Mezzogiorno la situazione è ancora più grave. È necessario rifinanziare il sistema pubblico, non continuare a tagliare”.

Gli emendamenti del Pd: “Proposte concrete e sostenibili”

Irto ha ricordato come il Pd non si limiti alla critica, ma metta sul tavolo alternative e modifiche “realistiche e pienamente coperte dal punto di vista finanziario”.

Tra le priorità individuate, il capitolo infrastrutture, duramente colpito – secondo il senatore – da tagli trasversali. Particolarmente delicata la questione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione, “congelate” a causa dello stallo sull’opera del Ponte sullo Stretto. “Il nostro emendamento – ha spiegato – chiede semplicemente di restituire quei fondi alla loro missione originaria: sostenere comuni e territori di Calabria e Sicilia”.

Interventi previsti: collegamenti, rigenerazione urbana, mobilità

Nel dettaglio, il pacchetto di proposte del Pd comprende:

  • incremento di circa 50 milioni per il potenziamento dell’asse Sibari–Catanzaro della Statale 106;
  • 150 milioni nel 2026 per avviare la Bovalino–Bagnara, arteria considerata indispensabile;
  • fondi dedicati alla riqualificazione del Waterfront e al Museo Archeologico di Reggio Calabria;
  • 40 milioni per gli interventi di rigenerazione urbana nell’area del Sin di Crotone;
  • 25 milioni per il collegamento veloce tra il porto di Messina e l’aeroporto di Reggio Calabria;
  • nuove risorse per trasporto pubblico e intermodalità nell’area metropolitana reggina;
  • istituzione di un fondo da 100 milioni l’anno (dal 2026 al 2028) per sostenere la mobilità nelle aree interne.

In parallelo, una serie di emendamenti mira a fermare i tagli ai programmi del Ministero delle Infrastrutture su strade, ferrovia, navigazione e servizi locali.

Irto ha concluso l’incontro con un appello ai parlamentari calabresi: “La manovra parte dal Senato. Qui c’è l’occasione di correggerla davvero. Le nostre proposte sono utili alla Calabria e al Paese: ci auguriamo che vengano sostenute trasversalmente”.